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ACS Dobfar acquisisce l’Istituto Biochimico Italiano G. Lorenzini (IBI) e le sue controllate, operazione che le permetterà di diventare uno dei principali attori nel panorama degli antibiotici e dei prodotti sterili ospedalieri.
Specializzata nello sviluppo e nella produzione di farmaci, partendo dalla produzione di principi attivi fino alla predisposizione di formulazioni farmaceutiche, ACS Dobfar ha 22 stabilimenti nel mondo, di cui 13 in Italia.
IBI, invece, è un’azienda biofarmaceutica appartenente al gruppo IBIGEN che opera sul mercato italiano e internazionale dal 1918. Storicamente impegnata nella ricerca e nella produzione di prodotti farmaceutici, originali e per terzi, ha la sua sede produttiva e amministrativa ad Aprilia (Latina).
L’acquisizione – spiega l’azienda – consolida la strategia di integrazione verticale del Gruppo e ne rafforza la capacità di garantire continuità e affidabilità nelle forniture.
«L’operazione si inserisce in un contesto geopolitico in cui non basta più essere il fornitore più economico: è necessario essere anche affidabili e stabili nel tempo» commenta l’azienda, sottolineando l’importanza strategica – riconosciuta anche dai governi – dell’autonomia delle forniture farmaceutiche.
La rete commerciale di IBI permetterà ad ACS Dobfar – fondata nel 1973 e società madre del Gruppo ACS – di produrre importanti volumi di flaconi di antibiotico penicillinico iniettabile. Saranno quindi ancora più numerosi i prodotti italiani destinati a raggiungere i pazienti in tutto il mondo.
«Si tratta di un caso in controtendenza rispetto alle delocalizzazioni produttive all’estero» sottolinea IBI in riferimento al passaggio di testimone nella gestione di prodotti che richiedono altissima qualità, grande responsabilità e investimenti costanti per mantenere gli standard regolatori richiesti.
«Così vince il lavoro» secondo FAILC CONFAIL che definisce l’acquisizione dello storico stabilimento di Aprilia da parte di ACS Dobfar «un momento di svolta che restituisce prospettive concrete ai lavoratori, alle loro famiglie e a un intero territorio che per anni ha vissuto con preoccupazione le difficoltà dello stabilimento».
«L’ingresso di ACS Dobfar – si legge nel comunicato – apre ora una nuova stagione fatta di investimenti, innovazione tecnologica e crescita industriale. Come FAILC CONFAIL continueremo a seguire con attenzione tutte le fasi dell’integrazione, vigilando affinché gli impegni assunti si traducano in opportunità concrete per i lavoratori, nella valorizzazione delle professionalità presenti e nello sviluppo occupazionale del territorio. Ha vinto il territorio, che conserva una realtà industriale strategica. Ha vinto l’impresa, che ha scelto di investire. E ha vinto anche un modello di relazioni sindacali fondato sul confronto, sulla partecipazione e sulla responsabilità».







