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Alesi Surgical raccoglie 7 milioni di sterline per ridurre il fumo chirurgico in sala operatoria
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Alesi Surgical, azienda medtech britannica, ha chiuso un round di investimento da 7 milioni di sterline, guidato da IW Capital e supportato dagli investitori già presenti IP Group e Mercia Ventures. Tra i sostenitori dell’azienda anche l’italiana Panakes Partners. 

L’obiettivo è accelerare la diffusione internazionale di una tecnologia pensata per affrontare un problema spesso sottovalutato: il fumo chirurgico in sala operatoria la cui gestione, come evidenzia Dominic Griffiths, fondatore e CEO di Alesi Surgical, «è ormai parte integrante della sicurezza e dell’efficienza chirurgica».

Il fumo chirurgico, che viene prodotto in circa il 90% degli interventi, compromette la visibilità dei chirurghi e delle chirurghe ed espone personale e pazienti ad aerosol potenzialmente pericolosi: sebbene sia composto per il 95% da acqua, il restante 5% può contenere virus, batteri e sostanze chimiche. Un rischio sia immediato, in termini di infezioni, sia a lungo termine per la salute degli operatori sanitari.

La piattaforma Ultravision di Alesi Surgical

Alesi Surgical ha sviluppato la piattaforma Ultravision, che utilizza la precipitazione elettrostatica per rimuovere i fumi nocivi prodotti durante gli interventi chirurgici, direttamente alla fonte, mentre viene generato, invece di aspirarlo tramite sistemi meccanici. Studi indipendenti mostrano che, nella chirurgia laparoscopica, il fumo viene eliminato fino a 225 volte più velocemente rispetto alle tecnologie concorrenti.

La tecnologia è già stata utilizzata in oltre 50 mila interventi in Europa, Stati Uniti e Giappone e offre benefici anche per i pazienti, consentendo di operare a pressioni addominali più basse e riducendo l’uso di CO₂, con effetti positivi su tempi di intervento e recupero post‑operatorio.

Il finanziamento sosterrà l’espansione commerciale internazionale e lo sviluppo del sistema di nuova generazione, Ultravision2, già certificato CE e approvato dalla FDA.

Il nuovo sistema, recentemente autorizzato anche per la chirurgia open, punta a superare i limiti delle soluzioni tradizionali, spesso descritte dai chirurghi come “ingombranti e rumorose”. La piattaforma integra inoltre strumenti chirurgici proprietari che combinano dissezione dei tessuti e gestione del fumo.

Per IW Capital, il tema è destinato a diventare prioritario per gli ospedali. «Il fumo chirurgico è una questione sempre più rilevante in termini di visibilità e sicurezza», afferma Isobel Egemole, direttrice degli investimenti del fondo. «Soluzioni che si integrano senza interruzioni nei flussi di lavoro nella pratica clinica quotidiana saranno decisive nel guidare l’adozione».

In Italia, la distribuzione di questi dispositivi è affidata a Alse Medical e WBT per coprire l’intero territorio nazionale.

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