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Obiettivo dichiarato: consentire una programmazione della presa in carico dei pazienti al passo con i tempi. «Un Piano non è un documento di principi: serve a orientare le decisioni, collegare il livello nazionale ai territori, produrre risposte concrete e riconoscibili». Lo ha sottolineato oggi, giornata mondiale dell’Alzheimer, il ministro della Salute Orazio Schillaci in occasione della presentazione del nuovo Piano Nazionale Demenze 2027-2031.
In Italia si stimano circa 1 milione e 200 mila persone con demenza, oltre la metà con Alzheimer, e circa 900 mila con disturbo neurocognitivo lieve. Persone e famiglie con bisogni sanitari, assistenziali, sociali, che ci chiedono continuità, competenza, vicinanza. Per soddisfare questi bisogni di salute, Schillaci ha annunciato che il Ministero sta lavorando a «una proposta di finanziamento, nell’ambito della prossima legge di bilancio, per potenziare ulteriormente le attività di prevenzione, diagnosi, trattamento e supporto alle persone con demenza e ai loro caregiver». Risorse che si aggiungeranno a quelle previste dal Fondo dedicato alle demenze, finanziato con 35 milioni di euro per il triennio 2024-2026, e a quelle del Fondo sanitario nazionale.
Il Piano presentato oggi è stato elaborato dal Tavolo permanente sulle demenze, in collaborazione con l’Osservatorio demenze dell’Istituto Superiore di Sanità, le Regioni e le Province autonome, le Associazioni dei familiari, le società scientifiche e gli esperti del settore.
Gli obiettivi dichiarati
L’intento del Piano è fare della demenza una priorità di salute pubblica, inserendola in tutte le politiche sociosanitarie nazionali e regionali; promuovere la conoscenza e l’attenzione pubblica, per creare un contesto sociale inclusivo; agire sui fattori modificabili per ridurre il rischio; costruire sistemi di supporto sanitario e sociale integrati, capaci di prendersi cura delle persone coinvolte dalla fase della diagnosi al fine vita; fornire supporto adeguato a chi si prende cura della persona con demenza; creare o potenziare i Sistemi Informativi dedicati, per assicurare un monitoraggio e una valutazione costanti, finalizzati al miglioramento della programmazione degli interventi; promuovere la ricerca scientifica e l’innovazione.
Stili di vita e prevenzione
«Come rilevato dall’Osservatorio demenze dell’Istituto superiore di sanità, in Italia si stima che il 39,5% dei casi di demenza sia attribuibile a diversi fattori di rischio modificabili, con un contributo particolarmente rilevante, tra gli altri, dell’ipertensione e dell’inattività fisica. Gli altri sono: basso livello di istruzione; disturbi dell’udito e della vista; ipercolesterolemia; fumo; obesità; depressione; diabete; isolamento sociale; abuso di alcol; traumi cranici; inquinamento atmosferico. Il nuovo Piano nazionale demenze 2027-2031 assume quindi un approccio ‘life course’, lungo tutto il corso della vita, articolato su diversi livelli di prevenzione» ha puntualizzato Alessio Nardini, direttore generale dei corretti stili di vita e dei rapporti con l’ecosistema del ministero della Salute..







