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Capostipite di una nuova classe di farmaci antifungini, olorofim potrebbe ampliare le opzioni terapeutiche per i pazienti con aspergillosi invasiva, una grave infezione fungina che colpisce soprattutto persone con il sistema immunitario compromesso.
Stando a quanto comunicato da Shionogi, multinazionale farmaceutica giapponese, e F2G, biotech specializzata nello sviluppo di nuove terapie contro le infezioni fungine invasive, sono positivi  i risultati preliminari dello studio internazionale di fase 3 OASIS, che ha valutato olorofim, farmaco sperimentale assunto per via orale, confrontandolo con l’attuale trattamento standard.
Lo studio ha raggiunto l’obiettivo principale, dimostrando che olorofim è almeno altrettanto efficace dell’attuale strategia terapeutica basata su amfotericina B liposomiale per via endovenosa seguita dalla terapia standard. A 42 giorni, il tasso di mortalità è risultato sostanzialmente sovrapponibile nei due gruppi (23,8% con olorofim contro 24,3% con la terapia di confronto).
Sul fronte della sicurezza, olorofim ha mostrato un profilo favorevole, con una minore incidenza di eventi avversi correlati al trattamento rispetto al comparatore. La differenza è stata determinata soprattutto da un maggior numero di problemi renali osservati nei pazienti trattati con amfotericina B liposomiale.
Cos’è l’aspergillosi invasiva
L’aspergillosi invasiva è una grave infezione causata da funghi del genere Aspergillus, comunemente presenti nell’ambiente. Colpisce soprattutto persone immunocompromesse, come pazienti oncologici, trapiantati o affetti da malattie ematologiche. L’infezione interessa principalmente i polmoni, ma può diffondersi ad altri organi attraverso il sangue. Nonostante i trattamenti disponibili, è associata a un’elevata mortalità , soprattutto nei casi diagnosticati tardivamente o resistenti alle terapie antifungine standard.
«Le infezioni fungine invasive rappresentano una grave minaccia e sono associate a un elevato bisogno clinico ancora insoddisfatto. La disponibilità di nuove opzioni terapeutiche innovative rappresenta una priorità urgente», hanno commentato Matteo Bassetti, presidente della Società italiana di terapia antiinfettiva (SITA), e Cristina Mussini, presidente della Società italiana di malattie infettive e tropicali (SIMIT).
I risultati di OASIS rafforzano le evidenze già emerse negli studi precedenti e supportano il potenziale di olorofim come nuova opzione terapeutica per i pazienti con aspergillosi invasiva. I dati saranno sottoposti alle autorità regolatorie negli Stati Uniti, in Europa e in Asia.
Se approvato dalle autorità regolatorie, olorofim potrebbe diventare il primo trattamento per l’aspergillosi invasiva con un nuovo meccanismo d’azione disponibile da oltre vent’anni.







