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L’Associazione Scientifica per la Sanità Digitale (ASSD) ha presentato, in occasione di ExpoSanità, il nuovo Comitato tecnico‑scientifico chiamato a rafforzare il ruolo dell’associazione come punto di raccordo tra ricerca, professioni sanitarie e istituzioni, «con l’obiettivo di accompagnare lo sviluppo della sanità digitale attraverso competenze e capacity building».
Alla presidente Laura Patrucco e al vicepresidente Antonio Bortone si affiancano Rossana Berardi, Monica Calamai, Fidelia Cascini, Anna Crescenzi, Diana Ferro, Mauro Grigioni, Paolo Locatelli, Paolo Petralia, Alessandro Stecco e Silvia Stefanelli.
Un pool di esperti chiamati a confrontarsi su governance, sviluppo delle competenze, usabilità e centralità della persona. Tra le principali sfide della trasformazione digitale in sanità: il rischio di nuove disuguaglianze, la formazione continua dei professionisti, la sostenibilità dei progetti di innovazione.
«In oncologia, la sanità digitale consente di integrare dati clinici e informazioni sul paziente per supportare decisioni più precise, migliorare la continuità delle cure e rendere i percorsi assistenziali più efficienti e personalizzati», ha dichiarato Rossana Berardi.
«La digitalizzazione rappresenta uno strumento irrinunciabile per la personalizzazione dei percorsi assistenziali e per creare valore concreto per il cittadino. La digital usability è una leva chiave per garantire accessibilità, equità e inclusività, coniugando innovazione tecnologica, etica e centralità della persona», ha affermato Monica Calamai.
«Il valore della sanità digitale si realizza quando i dati sono di qualità, interoperabili e realmente nella disponibilità di cittadini e professionisti. In questo modo, il digitale può generare evidenza scientifica e diventare una leva concreta per sistemi sanitari più equi, resilienti e sostenibili» ha sottolineato Fidelia Cascini. «La sanità digitale – ha aggiunto infatti Diana Ferro – non è solo tecnologia, ma un nuovo patto di fiducia tra dati, clinici e pazienti. Modelli interoperabili, sicuri e orientati alla persona permettono di trasformare i dati in evidenza, migliorando qualità, equità e sostenibilità delle cure». E in questo contesto, «il quadro normativo europeo sulla sanità digitale non va vissuto come un ostacolo, ma come un sistema di tutele basato sulla valutazione del rischio concreto e sull’applicazione proporzionata delle misure di mitigazione», ha dichiarato Silvia Stefanelli, evidenziando l’impegno del Comitato nel fornire indicazioni operative e supportive.
La sanità digitale non è solo una transizione tecnologica
«È una sfida culturale e democratica che impone di tenere insieme equità, inclusione, formazione continua, interoperabilità e sostenibilità nel lungo periodo», ha affermato Alessandro Stecco.
«Innovare nella digitalizzazione significa anche orientare il tempo e le risorse nel modo più efficace possibile, utilizzando gli strumenti disponibili per ottenere risultati concreti nel qui e ora», ha sottolineato Paolo Petralia.
«Grazie agli investimenti del PNRR, molte soluzioni di sanità digitale sono oggi disponibili nel Servizio Sanitario Nazionale; la sfida principale è metterle a regime e accompagnarne la diffusione attraverso una gestione efficace del cambiamento. Le evidenze mostrano che chi utilizza strumenti come Cartella Clinica Elettronica e Fascicolo Sanitario Elettronico ne riconosce chiaramente i benefici: occorre garantirne un’adozione omogenea ed efficace su tutto il territorio», ha dichiarato Paolo Locatelli.
Secondo Anna Crescenzi, però, «nonostante gli investimenti, persistono limiti nel trasferire la sanità digitale nella pratica quotidiana: qualità e sicurezza dei dati, fiducia nella tecnologia, formazione diffusa e cybersicurezza restano fattori decisivi per una generalizzazione equa e sostenibile dell’innovazione»
«Perché la trasformazione digitale produca benefici concreti, sono necessari informazione, formazione continua e approcci di coprogettazione. In un contesto di rapida evoluzione tecnologica, governance e competenze devono essere costantemente aggiornate per supportare cittadini, professionisti e stakeholder», ha concluso Mauro Grigioni.







