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Un’assistenza sanitaria per le persone senza fissa dimora. La legge n.176/2024 è stata approvata dal Parlamento italiano il 6 novembre scorso e prevede il finanziamento per 1 milione di euro di un programma sperimentale diretto a consentire alle persone senza dimora l’iscrizione nelle liste degli assistiti delle aziende sanitarie locali, la scelta del medico di medicina generale e l’accesso alle prestazioni incluse nei livelli essenziali di assistenza (Lea).
Partendo da questa legge, Fondazione Roche e Associazione Avvocato di Strada hanno organizzato a Milano la tavola rotonda “Avrò cura di te: l’assistenza sanitaria per persone senza dimora in Italia”. Il fine dell’incontro è stato creare un momento di confronto tra i vari interlocutori del sistema sulla legge; inoltre, l’evento è stato anche l’occasione per avviare un dialogo sulla migliore attuazione della legge, alimentare la collaborazione tra i vari attori coinvolti e condividere esperienze che possono dare spunti per i prossimi passi.
Mariapia Garavaglia, Presidente Fondazione Roche: «Fino a questa legge c’era un vuoto da colmare. Occorre implementarla quanto prima attraverso il lavoro delle Regioni. Come Fondazione Roche siamo da sempre attenti alle disuguaglianze in ambito sanitario perché permettere che alcuni cittadini restino indietro per motivi di appartenenza sociale, geografica, economica o di qualsiasi altro tipo è una sconfitta per la collettività».
L’approvazione della legge
«Credo che l’approvazione di questa legge sia una vittoria fondamentale per il nostro Paese, dove purtroppo se una persona finisce in strada viene cancellata dall’anagrafe e a quel punto, non avendo più la residenza, perde anche il diritto alla salute ovvero la possibilità di essere presa in carico da un medico di base – ha spiegato Antonio Mumolo, Presidente Avvocato di Strada – Abbiamo iniziato questa battaglia 15 anni fa, insieme a tante associazioni, in modo che tutti potessero un giorno avere accesso al diritto alla salute, previsto dalla nostra Costituzione. Oggi è legge e la sfida adesso è fare in modo che tale legge, applicabile attualmente nelle città metropolitane, venga estesa in tutte le regioni italiane».
Il deputato Marco Furfaro è stato il primo firmatario della legge, che è stata approvata all’unanimità dal Parlamento italiano che ha istituito un fondo, con una dotazione di 1 milione di euro per ciascuno degli anni 2025 e 2026, per il finanziamento di un programma sperimentale mirato a consentire alle persone senza fissa dimore l’iscrizione nelle liste degli assistiti delle aziende sanitarie locali, la scelta del medico di medicina generale o del pediatra di libera scelta, nonché l’accesso alle prestazioni incluse nei livelli essenziali di assistenza (Lea). In questa prima fase la legge si applica nelle sole città metropolitane (Bari, Bologna, Cagliari, Catania, Firenze, Genova, Messina, Milano, Napoli, Palermo, Reggio Calabria, Roma, Torino e Venezia) e non include i cittadini stranieri senza permesso di soggiorno.
«Partendo dal presupposto che le persone non sono né la propria malattia, né la propria povertà, né la propria condizione economica complicata, abbiamo fatto questa legge per dare loro un punto di partenza da cui ricominciare: l’assistenza sanitaria» ha concluso Furfaro.







