News

Nature Medicine: confermata l’efficacia della terapia combinata pembrolizumab e axitinib per il cancro renale avanzato
Getting your Trinity Audio player ready...

Uno studio pubblicato su Nature Medicine e condotto da un team del Vanderbilt University Medical Center illustra i risultati finali di una sperimentazione clinica di fase 3 (KEYNOTE-426) dedicata al trattamento del carcinoma a cellule renali (renal cell carcinoma, RCC) in stadio avanzato.

La ricerca ha esaminato l’efficacia a lungo termine della combinazione di due farmaci, pembrolizumab e axitinib, confrontandola con il solo farmaco sunitinib. Questi farmaci agiscono in modi diversi: pembrolizumab è un immunoterapico che stimola il sistema immunitario del paziente ad attaccare e uccidere le cellule tumorali, mentre axitinib (come sunitinib) è un inibitore del recettore VEGF e agisce bloccando l’angiogenesi, ovvero la formazione dei vasi sanguigni di cui i tumori hanno bisogno per crescere e diffondersi. La loro combinazione è un trattamento standard di prima linea per il carcinoma a cellule renali. 

I risultati, in più di cinque anni di follow-up, hanno dimostrato che la combinazione pembrolizumab più axitinib offre un beneficio clinico duraturo, migliorando significativamente la sopravvivenza complessiva e la sopravvivenza libera da progressione della malattia. E oltre il 60% dei pazienti trattati ha risposto al trattamento (rispetto al 39,6% nel caso della monoterapia con sunitinib).

«Prima dello sviluppo di farmaci antiangiogeni e delle immunoterapie, il carcinoma a cellule renali avanzato aveva una prognosi molto sfavorevole. Questa combinazione di farmaci ha notevolmente migliorato le opzioni di trattamento e i risultati per i pazienti» spiega Brian Rini, oncologo del  Vanderbilt-Ingram Cancer Center e autore principale dello studio.

Il team ha anche esplorato l’uso di biomarcatori che potrebbero orientare le decisioni terapeutiche. Sebbene siano state riscontrate alcune associazioni tra l’espressione di biomarcatori e i risultati del trattamento, sono necessarie ulteriori ricerche per identificare con precisione i pazienti che potrebbero beneficiare maggiormente di specifici trattamenti. Tuttavia, come spiega Rini, la combinazione pembrolizumab più axitinib è un’opzione di trattamento di prima linea indipendentemente dal tipo di biomarcatore.
Questi risultati offrono quindi una conferma robusta dell’efficacia di questa terapia combinata, consolidandola come un’opzione di trattamento fondamentale per che ha trasformato le prospettive per i pazienti con carcinoma a cellule renali, il più comune tipo di tumore del rene.

Share

News

Raccolte

Articoli correlati

Iscriviti alla nostra newsletter

Rimani aggiornato su tutte le novità