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Cantiere Salute: Innovazione tecnologica e presa in carico territoriale per una sanità più accessibile
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«La sostenibilità del Servizio sanitario nazionale rappresenta oggi una delle principali sfide per il Paese: in un contesto in cui gli over 65 hanno superato il 24% della popolazione e le persone affette da patologie croniche sono oltre 24 milioni, l’innovazione è uno strumento indispensabile per garantire appropriatezza e qualità delle cure». Lo ha sottolineato Robert Nisticò, presidente di AIFA, in occasione della prima edizione di Cantiere Salute al MiCo di Milano, evidenziando il ruolo delle istituzioni per «favorire l’accesso alle innovazioni terapeutiche in grado di generare valore per i pazienti, sostenendo la ricerca e la competitività del settore».

Fondamentale, ha detto, investire in modelli di valutazione che misurino l’impatto delle tecnologie sulla sostenibilità del sistema sanitario. 

Verso una migliore allocazione delle risorse

Coniugare una crescente efficienza nell’allocazione delle risorse con la misurazione dei processi e degli esiti di salute è, come ha evidenziato Marco Alparone, vicepresidente e assessore al Bilancio e finanza della Regione Lombardia, uno step fondamentale per garantire la sostenibilità del SSN.

Alparone ha annunciato che «Regione Lombardia si orienta verso il passaggio da un modello focalizzato sui volumi delle prestazioni a un approccio basato sulla qualità dei percorsi assistenziali e sugli esiti di salute. In questo contesto, la digitalizzazione e l’innovazione tecnologica rappresentano leve strategiche per trasformare i dati in conoscenza, misurare e valutare l’efficacia degli interventi, migliorare i risultati di salute dei pazienti e rendere più efficiente l’allocazione delle risorse».

Obiettivo: rafforzare la sostenibilità del Servizio sanitario nazionale, preservandone i principi fondanti di universalità, equità e pari accesso alle cure.

Servono nuove modalità di presa in carico

«Oggi il 23% della spesa sanitaria risulta a carico diretto delle famiglie: questo numero, insieme ai dati riguardanti l’invecchiamento demografico, la digitalizzazione e i ritardi nella presa in carico, racconta un’urgenza davanti alla quale non possiamo più nasconderci» ha evidenziato Rosaria Iardino, del Comitato Etico Nazionale per le sperimentazioni cliniche sulle terapie avanzate di AIFA e presidente della Fondazione The Bridge che, insieme a Inrete, ha ideato Cantiere Salute per mettere attorno allo stesso tavolo tutti gli attori del sistema, per individuare soluzioni concrete e condivise.

L’innovazione scientifica, l’intelligenza artificiale e nuove modalità di presa in carico, come la telemedicina, sono strumenti per un sistema più accessibile, per far fronte alle attuali criticità, come per esempio – si è detto durante l’incontro – il fatto che oltre 4,5 milioni di italiani hanno rinunciato a cure, visite o esami a causa di liste d’attesa che si protraggono dai 2 fino ai 12 mesi e di un servizio privato (accreditato e non) che è sempre meno economicamente accessibile.

«Un sistema che mette al centro la struttura ospedaliera non può rispondere ai bisogni di salute di una popolazione sempre più anziana e affetta da patologie croniche, che assorbono circa l’80% delle risorse sanitarie regionali e nazionali. Per questo stiamo investendo nella medicina territoriale e nei nuovi modelli di presa in carico» ha raccontato Emanuele Monti, presidente della Commissione IX Sostenibilità sociale, casa e famiglia regionale ed nel CdA di AIFA.

«La Lombardia è la prima regione italiana per numero di Case di Comunità con almeno un servizio attivo, con 142 strutture già operative. La sfida dei prossimi anni sarà rendere questi complessi pienamente funzionanti, con personale qualificato, digitalizzazione e integrazione tra servizi».

Il ruolo della trasformazione digitale

A sottolineare il ruolo della trasformazione digitale della sanità quale leva fondamentale per migliorare concretamente l’esperienza di cura e rispondere in modo più efficace ai bisogni di salute della popolazione è stato Marco Giachetti, presidente del Policlinico di Milano. «Tecnologie digitali, intelligenza artificiale e telemedicina possono rendere l’assistenza più accessibile, personalizzata e continua, soprattutto per i pazienti anziani e fragili, che richiedono percorsi di presa in carico sempre più integrati. Gli ospedali del futuro dovranno essere sempre più connessi ai territori, in grado di condividere dati e di garantire la continuità assistenziale».

Anche Simona Loizzo, membro della Commissione XII Affari sociali alla Camera dei deputati e presidente dell’Intergruppo parlamentare Sanità Digitale e Terapie Digitali, ha sottolineato le opportunità di innovazione per il sistema sanitario innescate dalla digitalizzazione. «I dati ci mostrano però che solo l’8% dei pazienti cronici utilizza i servizi di telemedicina, e il Fascicolo Sanitario Elettronico, nonostante sia disponibile in tutte le Regioni, viene consultato solo dal 27% degli italiani.

La sfida, oggi, è anche culturale: dobbiamo creare un sistema nel quale i cittadini abbiano gli strumenti per usufruire dei servizi digitali e in cui la burocrazia venga semplificata. Come Intergruppo parlamentare promuoviamo sviluppo, sicurezza e accessibilità. La tecnologia deve contribuire a ridurre le disuguaglianze territoriali e a rendere il sistema sanitario più vicino a chi è più fragile o residente in aree meno servite».

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