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Il cibo come alleato, un volume di ricette gourmet per i pazienti oncologici
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“Dottore, cosa posso mangiare?”: è una delle domande più frequenti che i pazienti oncologici pongono ai loro medici durante il percorso di cura. Proprio per rispondere a questo interrogativo, un team multidisciplinare di esperti, composto da chef, medici nutrizionisti, dietisti e oncologi, ha unito le proprie competenze per studiare la qualità dei nutrienti, la consistenza e il gusto dei cibi. Obiettivo: creare un volume che non solo fornisse risposte pratiche, ma che offrisse anche un vero e proprio “alleato” in cucina per i pazienti oncologici.

Intitolato “Il cibo come alleato: 22 ricette gourmet per affrontare al meglio le terapie oncologiche”, il libro è stato presentato durante un evento presso Academia Barilla, il centro culinario di Barilla dedicato alla cultura gastronomica italiana. L’evento ha visto la partecipazione delle Aziende Sanitarie di Parma e della Fondazione IRCCS Policlinico San Matteo di Pavia, che hanno dato il proprio contributo e patrocinio al progetto.

L’idea alla base di questo progetto è della dottoressa Simona Bui, oncologa medica presso il reparto di Oncologia di Parma e autrice del libro. Il volume è stato realizzato grazie alla collaborazione con Academia Barilla e con lo chef Marcello Zaccaria. Al volume hanno contribuito anche i professori Paolo Pedrazzoli e Riccardo Caccialanza, rispettivamente direttore del Dipartimento Oncologico e direttore della SC Dietetica e Nutrizione Clinica del Policlinico San Matteo di Pavia.

L’importanza del progetto risiede nel fatto che, come spiegano i professori Pedrazzoli e Caccialanza, «nei pazienti oncologici le alterazioni dello stato nutrizionale sono altamente prevalenti, e la malnutrizione è considerata una malattia nella malattia. Si stima che 33 milioni di persone in Europa, con patologie croniche e oncologiche, convivano con questa condizione». Ecco perché la collaborazione multidisciplinare, in particolare tra oncologi e medici nutrizionisti clinici/dietisti, dovrebbe essere una pratica quotidiana, poiché sia la valutazione che l’intervento nutrizionale rappresentano un diritto fondamentale per ogni paziente oncologico, indipendentemente dal percorso di cura».

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