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Vittoria Carli è la nuova presidente per il triennio 2026‑2029 di Confindustria Servizi Innovativi e Tecnologici (CSIT). Definito anche il nuovo Consiglio di presidenza e la squadra che guiderà la Federazione nelle prossime sfide legate a innovazione e trasformazione industriale.
Accanto alla presidente opereranno cinque vicepresidenti con deleghe operative: Nicola Astolfi (PMI e integrazione), Cristian Bertilaccio (mercato, concorrenza e data sharing), Gianni Dal Pozzo (sviluppo federativo e territori), Angelo Merlin (ambiente e sostenibilità) e Vincenzo Patti (qualità e certificazione digitale).
A supporto delle attività strategiche sono stati nominati anche tre consiglieri: Laura Deitinger (capitale umano e formazione), Tommaso D’Onofrio (internazionalizzazione) e Giuseppe Rubino (proprietà intellettuale), mentre Carlo Berardelli è stato confermato tesoriere.
Nel nuovo mandato, la Federazione individua tre direttrici principali: rafforzamento del posizionamento europeo, accelerazione della transizione digitale e green e sviluppo del sistema federativo e delle filiere. Un percorso che mira a consolidare il ruolo dei servizi innovativi come leva strategica per industria, pubblica amministrazione e filiere produttive.
«Assumere la presidenza in questa fase rappresenta una responsabilità significativa», ha dichiarato Vittoria Carli, sottolineando come la nuova squadra sia stata costruita per valorizzare competenze e filiere strategiche e rafforzare il ruolo dell’associazione nelle trasformazioni industriali e digitali.
Priorità
Europa, trasformazione digitale, transizione green, qualità e sviluppo federativo saranno le direttrici del nuovo percorso federativo. Priorità: «promuovere i servizi innovativi e digitali Made in Italy e Made in Europe, in Confindustria e con Confindustria».
Sul piano operativo, le deleghe riflettono le priorità del comparto: dall’integrazione delle Pmi alla valorizzazione dei dati, dalla sostenibilità alla qualità dei servizi. «Le Pmi dei servizi innovativi rappresentano una leva fondamentale di competitività per il Paese», ha evidenziato Nicola Astolfi, indicando la necessità di rafforzare connessioni e presenza nelle filiere produttive.
Tra i temi centrali anche il ruolo dei dati e del mercato. «Concorrenza, data sharing e valorizzazione dei dati pubblici sono leve strategiche per migliorare la qualità dei servizi», ha aggiunto Cristian Bertilaccio.
Parallelamente, la sostenibilità e la transizione ambientale rappresentano una leva per la competitività. «La transizione green è una sfida ma anche un’opportunità di innovazione e crescita», ha sottolineato Angelo Merlin.
Sul versante delle competenze, Laura Deitinger ha evidenziato la necessità di investire in formazione e integrazione nelle catene del valore per sostenere l’evoluzione delle imprese.
Infine, l’internazionalizzazione e la proprietà intellettuale emergono come asset strategici. «Costruire reti globali sarà la chiave per rafforzare il posizionamento internazionale dell’Italia», ha affermato Tommaso D’Onofrio, mentre Giuseppe Rubino ha sottolineato il ruolo della proprietà intellettuale come leva di competitività e crescita industriale.








