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L’ecosistema nazionale dell’intelligenza artificiale riceverà un finanziamento complessivo fino a un miliardo di euro attraverso il Fondo di sostegno al venture capital. Lo ha stabilito il Consiglio dei Ministri approvando, il 10 giugno, il pacchetto attuativo in materia di intelligenza artificiale. L’obiettivo è promuovere imprese innovative, filiere tecnologiche prioritarie e capacità industriale nei settori strategici, facendo dell’intelligenza artificiale un asse di crescita, competitività e posizionamento internazionale del Paese.
Il mercato italiano dell’intelligenza artificiale ha raggiunto nel 2025 1,8 miliardi di euro, con una crescita del 50% rispetto all’anno precedente e CDP Venture Capital ha già allocato oltre 300 milioni di euro a favore di iniziative nel settore, sostenendo più di 150 startup, con oltre mille occupati altamente qualificati nelle imprese sostenute, e coinvolgendo circa 20 fondi, anche attraverso strumenti dedicati come il “Fondo Artificial Intelligence”.
Queste risorse abilitano filiere tecnologiche prioritarie quali la robotica umanoide, quantum, fotonica per l’high-performance computing, con un impatto anche sulla ricerca e sullo sviluppo nel campo delle scienze della vita. Tra le iniziative già realizzate figura infatti anche Algorithmiq – startup internazionale che sviluppa software e algoritmi per accelerare la scoperta e lo sviluppo di nuovi farmaci e, contestualmente alla chiusura di un round di investimento da 18 milioni guidato da United Ventures con CDP Venture Capital, ha appena trasferito il suo quartier generale a Milano – insieme a Generative Bionics, Niulinx, CamGraPhIC/2D Photonics, ALLSIDES e Smartness: realtà che hanno dimostrato capacità di attrarre capitali nazionali e internazionali e la potenzialità di generare occupazione altamente qualificata.
Come ulteriore leva per sostenere startup deep tech e trasformare i risultati della ricerca in imprese innovative, da quest’anno saranno destinati circa 30 milioni di euro al Polo nazionale di trasferimento tecnologico dedicato all’IA e alla cybersicurezza, “Polo SophIA”.
Governare l’IA
L’impianto della norma, come esplicitato, è rafforzare l’ecosistema nazionale, sostenere startup e tecnologie strategiche, attrarre capitale privato e consolidare la sovranità digitale italiana ed europea.
La scelta di fondo è promuovere l’innovazione, ma governarla dentro una cornice antropocentrica. Il messaggio chiave: l’intelligenza artificiale è una risorsa solo se resta governata da una visione etica e umanistica, che coniughi innovazione, giustizia, sicurezza e bene comune.
La linea comune delle misure – i decreti sono coerenti e conformi all’AI Act europeo (Regolamento UE 2024/1689) – è tenere insieme crescita e garanzie: competenze diffuse attraverso formazione mirata sin dalla formazione scolastica, e quindi in base agli specifici settori di appartenenza, tutela della persona nei rapporti di lavoro, accesso effettivo alla giustizia in caso di danno, presidi penali per le violazioni più gravi, autorità coordinate e investimenti capaci di far nascere un sistema nazionale competitivo e sicuro.
Il ruolo della formazione
La formazione è considerata la condizione abilitante della strategia nazionale sull’IA: non semplice addestramento tecnico, ma alfabetizzazione critica, consapevolezza dei rischi, capacità di interpretare gli output, responsabilità nell’uso degli strumenti.
Nella scuola l’intelligenza artificiale entra stabilmente nei percorsi educativi come contenuto da conoscere e come strumento per innovare la didattica. Si va dall’inserimento dell’IA nell’educazione civica, con attenzione ai profili etici e alla cittadinanza digitale, alla formazione dei docenti, al rafforzamento delle competenze STEAM (scienza, tecnologia, ingegneria, arte e matematica) e dell’orientamento scolastico, per accompagnare gli studenti e le studentesse verso scelte formative e professionali coerenti con le trasformazioni tecnologiche.







