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Le donne tendono a vivere più a lungo degli uomini e a mostrare una maggiore resilienza al declino cognitivo legato all’invecchiamento. Una recente ricerca pubblicata su Science Advances potrebbe aver individuato una possibile causa di questa resistenza: il secondo cromosoma X, precedentemente considerato “silente”.
Uno studio condotto su topi femmina ha rivelato che, con l’avanzare dell’età, il cervello attiva l’espressione di geni situati sul cromosoma X normalmente inattivato. Questa attivazione avviene in particolare nell’ippocampo, un’area cerebrale cruciale per l’apprendimento e la memoria. I ricercatori hanno poi sperimentato una terapia genica su topi adulti di entrambi i sessi, aumentando l’espressione di uno di questi geni. I risultati hanno mostrato un miglioramento delle capacità cognitive, valutate attraverso test di esplorazione in un labirinto.
Dena Dubal, neuroscienziata dell’Università della California a San Francisco e autrice principale dello studio, spiega che, sebbene nelle cellule femminili uno dei due cromosomi X venga normalmente inattivato, circa il 30% dei geni su questo cromosoma rimane attivo. La ricerca ha dimostrato che l’attività di questi geni varia nei diversi tessuti del corpo e cambia con l’età.
La ricerca
Per indagare questo fenomeno nel cervello dei topi, gli scienziati hanno ingegnerizzato geneticamente due diverse linee di roditori, assicurandosi che uno dei cromosomi X rimanesse sempre attivo mentre l’altro fosse inattivato. Monitorando l’espressione genetica in nove principali tipi di cellule dell’ippocampo, i ricercatori hanno scoperto che l’attività del cromosoma X “silente” aumentava con l’invecchiamento.
Questa scoperta potrebbe rappresentare un passo avanti fondamentale nella comprensione delle differenze biologiche tra uomini e donne nell’invecchiamento cerebrale e nella vulnerabilità alle malattie neurodegenerative come l’Alzheimer. Come sottolinea Rachel Buckley, neurologa esperta in differenze di genere nell’Alzheimer, queste ricerche aiutano a comprendere «dove risieda la resilienza femminile e come sfruttarla» per sviluppare nuovi trattamenti per il declino cognitivo.







