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Demenza frontotemporale: l’Istituto neurologico Carlo Besta, unico centro italiano, nel trial clinico AviadoBio
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AviadoBio, azienda biotecnologica impegnata nel campo della terapia genica per le malattie neurodegenerative, ha annunciato l’avvio in Italia della sperimentazione clinica di fase 1/2 ASPIRE-FTD, che valuta AVB-101, una terapia genica sperimentale per le persone con demenza frontotemporale associata a mutazioni del gene GRN.

L’Istituto neurologico Carlo Besta è l’unico centro italiano che partecipa allo studio.

Cos’è la demenza frontotemporale

La demenza frontotemporale è una malattia neurodegenerativa grave e a esordio precoce, caratterizzata da un’ampia variabilità clinica. I sintomi possono includere alterazioni della personalità e del comportamento, perdita progressiva del linguaggio, compromissione delle funzioni esecutive e cognitive, apatia e riduzione della mobilità. Nei pazienti con mutazioni del gene GRN, la malattia è associata a una ridotta produzione di progranulina, una proteina essenziale per la salute neuronale.

Lo studio Aspire-FTD

AVB-101 è una terapia genica sperimentale, da somministrare una sola volta, progettata per veicolare una copia funzionale del gene GRN direttamente nel cervello, con l’obiettivo di ripristinare i livelli di progranulina. Se il meccanismo d’azione si dimostrerà efficace, il trattamento potrebbe contribuire a rallentare la progressione della malattia.

«La prima fase dello studio – attualmente limitata a un numero ridotto di pazienti in tutto il mondo – mira essenzialmente a testare la sicurezza del trattamento – come obiettivo primario – e la sua efficacia preliminare nel contrastare la progressione della malattia» spiega Giuseppe Di Fede, responsabile dell’Unità di neurologia 8 del Besta e principal investigator del trial clinico. 

AVB-101 viene somministrato attraverso una procedura neurochirurgica minimamente invasiva, con infusione diretta nel talamo, una regione chiave per la connettività cerebrale e coinvolta nei circuiti colpiti dalla malattia. Questo approccio consente di bypassare la barriera emato-encefalica, e questo può «aumentare la possibilità di ripristinare i livelli di progranulina nei pazienti, con l’intento di rallentare o arrestare – qualora tale approccio si rivelasse realmente efficace – la progressione della FTD-GRN» spiega il neurochirurgo Vincenzo Levi. «L’esecuzione dell’intervento chirurgico sotto guida della risonanza magnetica migliora la sicurezza e fornisce una conferma in tempo reale del posizionamento della cannula e della copertura dell’infusione».

Lo studio ASPIRE-FTD è uno studio multicentrico, open-label, di fase 1/2, condotto in centri specializzati negli Stati Uniti, nel Regno Unito e in Europa.

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