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Ecco cosa prevede la riforma degli IRCCS
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Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro della Salute Orazio Schillaci, ha approvato il decreto legislativo che riforma gli Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico (IRCCS).

Sono 54 gli IRCCS italiani: «costituiscono la vera eccellenza del sistema sanitario nazionale e gli straordinari risultati delle attività di ricerca raggiunti ogni anno con cure e nuove terapie rappresentano la vera speranza per la salute di milioni di italiani», osserva Maria Rosaria Campitiello, responsabile del Dipartimento Ricerca del Ministero della Salute. «Una volta che la riforma avrà completato il suo iter, tutto il sistema IRCCS sarà riqualificato, potenziato e reso più moderno e funzionale al servizio della salute degli italiani».

Cosa sono gli IRCCS

Gli IRCCS sono enti a rilevanza nazionale che, secondo standard di eccellenza, perseguono finalità di ricerca, prevalentemente clinica e traslazionale, nel campo biomedico e in quello dell’organizzazione e gestione dei servizi sanitari ed effettuano prestazioni di ricovero e cura di alta specialità, coniugando pertanto i compiti di ricerca scientifica e biomedica con quelli di assistenza e cura ospedaliera. Ne consegue che la ricerca svolta dagli IRCCS è parte integrante del SSN essendo finalizzata a garantire ai cittadini una sanità efficiente e rispondente ai reali bisogni di assistenza e cura del Paese anche attraverso la definizione di nuovi strumenti per la prevenzione, la diagnosi e cura o il loro aggiornamento.

Cambiamenti previsti

Con questa riforma, comunica il Ministero in una nota, gli IRCCS potranno migliorare e rafforzare il ruolo di eccellenza nella ricerca sanitaria e biomedica, attraverso una maggiore e concreta capacità di trasferire i risultati della ricerca alla pratica clinica, a vantaggio dei pazienti.

Il provvedimento, approvato nella seduta del 22 dicembre 2025, è stato verificato dalla Ragioneria generale dello Stato e non comporta nuovi oneri finanziari. Si attende ora la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale per l’entrata in vigore delle nuove disposizioni.

Governance più strutturata e requisiti più stringenti

Il decreto chiarisce e rafforza i requisiti per il riconoscimento e il mantenimento del carattere scientifico, con particolare attenzione a qualità e continuità della ricerca scientifica, integrazione effettiva tra attività clinica e ricerca e capacità di attrarre finanziamenti competitivi.

Ricerca al centro della valutazione

La riforma correttiva rafforza il ruolo del Ministero della Salute nella valutazione periodica degli IRCCS, introducendo criteri più puntuali su produttività scientifica, impatto della ricerca sulla pratica clinica, capacità di trasferimento dell’innovazione al Servizio sanitario nazionale.

La perdita dei requisiti può portare alla revoca del riconoscimento, con procedure più definite rispetto al passato.

Maggiore integrazione con università e rete della ricerca

Il decreto promuove una collaborazione più strutturata con università ed enti di ricerca, favorendo percorsi condivisi di formazione e ricerca, reti tematiche tra IRCCS e valorizzazione del capitale umano, in particolare dei giovani ricercatori. La partecipazione alle reti IRCCS sarà estesa a enti di ricerca, policlinici universitari e altri enti del servizio sanitario nazionale, creando un sistema sanitario più integrato per condividere conoscenze e risorse.

Trasparenza e gestione delle risorse

Vengono rafforzati gli obblighi di trasparenza amministrativa e contabile, con maggiore attenzione alla separazione e tracciabilità delle risorse destinate ad attività assistenziali e attività di ricerca corrente e finalizzata. Il decreto prevede controlli più precisi sulla governance, la produttività scientifica e l’uso dei finanziamenti, assicurando che ogni IRCCS rispetti criteri di eccellenza sia nella ricerca sia nella gestione amministrativa e clinica.

L’obiettivo è garantire un uso più efficiente e verificabile dei finanziamenti pubblici.

Personale e valorizzazione delle competenze

Il decreto interviene anche sulla gestione del personale della ricerca, con misure finalizzate a riconoscere le specificità di chi è impegnato in tale attività (vengono introdotti il responsabile di ricerca clinica e l’infermiere di ricerca clinica ed èprevista la figura del Senior Consultant); favorire la stabilità e la valorizzazione delle competenze scientifiche e rafforzare l’attrattività degli IRCCS a livello nazionale e internazionale. Per esempio, al fine di rendere più attrattivo il sistema IRCCS, limita l’incompatibilità d’incarico per i direttori scientifici: sarà compatibile con attività di ricerca preclinica, clinica e traslazionale, consulenza scientifica e attività clinico-assistenziale in specifici programmi ed è riconosciuta la possibilità di mantenere la docenza universitaria.

L’obiettivo della riforma

Secondo il Ministero, il decreto mira a creare un sistema IRCCS moderno, competitivo e sostenibile, e punta ad attrarre talenti, stimolando l’interesse di studenti e ricercatori verso il mondo della ricerca sanitaria, e a migliorare la qualità della ricerca e della cura, favorendo un reale impatto delle scoperte scientifiche sulla salute della popolazione.

La normativa non prevede strumenti economici specifici di incentivazione o premi di eccellenza, né procedure dettagliate per la selezione di partner scientifici internazionali. Non uniforma automaticamente le tempistiche per l’adeguamento degli atti di organizzazione tra IRCCS pubblici e privati, rimandando a futuri decreti ministeriali la definizione delle modalità operative.

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