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«L’Italia deve riappropriarsi della grande tradizione della chimica farmaceutica di base degli anni Ottanta, che abbiamo immolato sul risparmio di qualche centesimo a pillola e che invece deve tornare al centro dell’agenda politica italiana». Lo ha detto il sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato intervenendo all’assemblea di Farmindustria oggi a Roma, illustrando l’impegno messo in campo per arrivare al testo unico sulla legislazione farmaceutica «per semplificare i testi di riferimento che sono due regi decreti del 34 e del 38 a cui si sono susseguiti 800 fra leggi e norme: noi vogliamo contenerli tutti in un perimetro».
Quattro le direttrici: garantire il diritto all’accesso al farmaco; compensare la stortura del payback nato quale misura di contenimento della spesa; migliorare la gestione dell’ecosistema dei dati per renderli fruibili e interoperabili; riportare la produzione dei principi attivi in Italia. «Siamo la prima nazione manifatturiera farmaceutica, ma il 70% dei principi attivi per formulare farmaci salvavita viene importato da India e Cina».
Nel suo intervento Gemmato ha anche sottolineato l’importanza di identificare «laicamente una chiave per continuare a sostenere lo straordinario universalismo del nostro servizio sanitario pubblico» a fronte, da un lato, della popolazione che invecchia – «cosa che ci racconta delle alte performance del nostro sistema sanitario pubblico» – e dall’altro dell’innovazione farmaceutica «che galoppa ma che costa».
«Dobbiamo immaginare nuovi modelli organizzativi che possano far migliorare ancor di più il SSN, anche in relazione alla spesa farmaceutica» e ha illustrato a titolo di esempio lo spostamento dei farmaci dalla distribuzione diretta alla spesa convenzionata: «miglioriamo l’aderenza terapeutica», e semplificando l’accesso alla terapia, ha detto, «curiamo meglio gli italiani» ottenendo come «effetto collaterale indotto diretto» una riduzione dei costi per le casse dello Stato.
«Lo abbiamo fatto per due categorie di farmaci: le gliptine prima e le gliflozine poi, registrando, rispettivamente un risparmio di 9,7 milioni di euro e, in un trimestre, 9,3 milioni di euro».







