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«Vogliamo far sì che si possano ridurre le tasse per investimenti di capitali nelle giovani imprese e nelle startup nei primi cinque anni di vita, perché l’industria farmaceutica non è composta solo dai big che competono a livello globale ma ci sono anche da tante altre imprese più piccole che servono a creare questo mosaico straordinario che è il vostro settore che considero un fiore all’occhiello del nostro sistema industriale per i risultati ottenuti e per le potenzialità». Lo ha detto Antonio Tajani, ministro degli Affari esteri e della cooperazione internazionale, intervenendo all’assemblea di Farmindustria oggi a Roma.
«I risultati ottenuti dall’Italia in questi anni sono risultati lusinghieri, nonostante guerre e dazi siamo riusciti a crescere e l’industria farmaceutica è stata una delle realtà che più di ogni altra ci ha permesso di raggiungere l’obiettivo ambizioso del +3,3% l’anno scorso».
«L’export – ha detto Tajani rivolgendosi all’assemblea – è nel vostro DNA: abbiamo bisogno di voi per far crescere l’economia del nostro Paese e voi avete bisogno certamente di essere messi nella condizione di poter servire l’Italia per fare stare meglio i nostri concittadini.
Innovazione, ricerca e formazione sono i tre elementi fondamentali per favorire la crescita e garantire competitività a un sistema industriale come quello italiano, secondo a livello europeo e quarta potenza commerciale mondiale. Innovazione, ricerca e formazione sono i tre elementi che hanno caratterizzato l’azione dell’industria farmaceutica in Italia: giusto ridurre il fardello burocratico; giusto fare una riforma e il sottosegretario Gemmato sta lavorando intensamente in questa direzione; giusto intervenire sul payback.
Dobbiamo fare in modo che anche la ricerca possa essere sostenuta: credo molto nell’intervento dei privati e credo che grandi progetti innovativi possano avere il sostegno di una parte del risparmio privato che si avvicina ai duemila miliardi e che non può rimanere immobile e dormiente». Quindi, ha evidenziato l’importanza di pensare a investimenti pubblico-privati per favorire ricerca, formazione e innovazione, e di incentivare gli italiani a reindirizzare parte dei loro risparmi verso investimenti produttivi e sviluppare».
«Senza industria il Paese non va avanti, senza industria il Paese non compete».







