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Fedriga (FVG, Agenas): l’IA fondamentale per gestire emergenze sanitarie, occhio a frenare l’innovazione
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«L’intelligenza artificiale applicata alle emergenze di protezione civile e sanitarie può svolgere un ruolo fondamentale: rafforzare le capacità previsionali e garantire una risposta più efficiente e tempestiva». Lo ha evidenziato il presidente del Friuli Venezia Giulia e di Agenas Massimiliano Fedriga, ieri al terzo Laboratorio Sanità 20/30 a Villa Manin a Codroipo (Udine), dedicato all’intelligenza artificiale in sanità. Due giorni per fare il punto su come le tecnologie avanzate e l’IA stanno cambiando la sanità, e quanto ancora possono impattare sulle attività di prevenzione e diagnosi, nei percorsi clinici e organizzativi, nel favorire l’accesso della popolazione ai servizi sanitari e sociali, nella governance delle aziende sanitarie.

Big data e intelligenza artificiale, ha detto Fedriga, giocano un ruolo fondamentale nella costruzione di sistemi in grado non solo di rispondere alle emergenze, ma di anticiparle, citando in proposito il progetto AgorAI avviato a Trieste insieme a realtà pubbliche e private per sviluppare applicazioni per la prevenzione del rischio idrogeologico e la gestione delle emergenze. È un ecosistema di ricerca di base e applicata che, avvalendosi delle tecnologie di data science e IA, punta a migliorare la qualità della vita delle persone.

«Il Covid ci ha mostrato cosa accade quando non si dispone di strumenti previsionali adeguati» ha osservato Fedriga, che ha puntato il dito sull’approccio regolatorio europeo. A suo giudizio, rischia di rallentare l’innovazione: «le regole devono governare i processi, non bloccarli. Un eccesso di vincoli può finire per spostare lo sviluppo tecnologico fuori dall’Europa, senza però riuscire davvero a controllarlo».

In questo senso ha citato il caso delle nuove soluzioni di intelligenza artificiale sviluppate da grandi aziende tecnologiche internazionali, sottolineando come alcune di esse non saranno inizialmente disponibili in Europa, con il rischio di alimentare forme indirette di accesso non regolato.

«Non possiamo pensare di fermare il vento, ma possiamo scegliere come orientarci per non subirne gli effetti», ha ribadito, richiamando la necessità di una governance consapevole dell’innovazione, capace di coniugare sviluppo tecnologico, equità sociale ed efficacia istituzionale.

La rapida evoluzione delle applicazioni di intelligenza artificiale (dalla telemedicina alle terapie digitali, fino all’impiego avanzato dei dati nell’ecosistema sanitario) rappresenta oggi una leva strategica per avviare un cambiamento epocale. Una trasformazione che incide sul miglioramento e sulla riorganizzazione dei servizi sanitari e sociali, ma anche sulla qualità del lavoro dei professionisti sanitari, e che deve fare leva sull’alleanza tra saperi e competenze diverse: il know-how delle imprese tecnologiche, l’esperienza clinica, la ricerca tecnico-scientifica, le competenze professionali e manageriali del sistema sanitario, le rappresentanze dei cittadini e dei pazienti.

Decisive secondo Fedriga le collaborazioni tra pubblico e privato per lo sviluppo dell’innovazione. «Il futuro sta nella collaborazione: il pubblico indica i bisogni, il privato sviluppa le soluzioni». Un modello, ha detto, che trova nelle Regioni un livello istituzionale particolarmente adatto a fare da ponte.

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