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Fitochimici: il succo di pompelmo come modulatore della biodisponibilità
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È noto che l’assunzione di frutta e verdura apporta una vasta gamma di benefici per la salute, come per esempio effetti antiossidanti e antinfiammatori. E questo ha favorito un significativo mercato per gli alimenti funzionali di origine vegetale. Tuttavia, l’efficacia in vivo di questi composti è spesso limitata dalla scarsa biodisponibilità nell’organismo, attribuibile in gran parte al loro metabolismo mediato, soprattutto a livello intestinale ed epatico, dall’enzima CYP3A4.

Come suggerisce una revisione pubblicata su Nutrimentum et Curae, una strategia per superare questo limite e ottimizzare l’assorbimento consiste nell’esplorare le interazioni cibo-cibo.

Il pompelmo, per esempio, contiene delle sostanze chiamate furanocumarine che sono potenti inibitori del CYP3A4 a livello intestinale, la cui capacità di influenzare il metabolismo di vari farmaci è ben studiata.

Luca Bolognini suggerisce allora di esplorare l‘effetto inibitorio del succo di pompelmo sul CYP3A4, ben documentato per quanto riguarda l’assorbimento dei farmaci, nel modulare la biodisponibilità dei polifenoli alimentari che sono metabolizzati da questo enzima. Perché se questa interazione con i fitochimici fosse confermata, potrebbe essere sfruttata per aumentare i benefici terapeutici di specifici fitochimici, amplificando le loro proprietà benefiche. Sono necessarie quindi ulteriori ricerche per esplorare specifiche interazioni al fine di ottimizzare la biodisponibilità dei fitochimici a beneficio terapeutico. Allo stesso tempo, sottolinea l’autore, è necessaria un’attenta gestione per evitare potenziali rischi per i soggetti che assumono farmaci metabolizzati dal CYP3A4. 

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