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Filippo Caraci, ordinario di farmacologia all’Università di Catania, è stato nominato dal Ministero dell’Università e della Ricerca delegato nazionale nell’Innovative Health Initiative, partnership europea pubblico-privata tra l’UE e le industrie europee delle scienze della vita.
Dalla farmaceutica alla biotecnologia, dalla tecnologia medica ai big data, l’Innovative Health Initiative finanzia progetti mirati alla salute pubblica con l’obiettivo di migliorare la vita dei pazienti e stimolare la competitività del settore sanitario europeo. Tra gli obiettivi anche l’intento di tradurre la ricerca e l’innovazione in benefici tangibili per i pazienti e la società e garantire che l’Europa rimanga all’avanguardia nella ricerca sanitaria. «Un grande prestigio per le dimensioni del consorzio (2,3 miliardi di euro) e per la natura industry-driven dei progetti finanziati» ha commentato Caraci la nomina del Mur.
Responsabile scientifico del progetto PerfeTTO per l’Università di Catania, Caraci lavorerà in stretto coordinamento con Giulio Pompilio, responsabile per l’Italia del Network PerfeTTO (Network Nazionale Life Science del Trasferimento Tecnologico) e membro italiano dell’IHI, in collaborazione con la Direzione generale dell’internazionalizzazione del MUR guidata da Gianluigi Consoli.
Caraci, responsabile della Neurofarmacologia e neuroscienze traslazionali alI’IRCCS Oasi Maria di Troina, è referente della Società Italiana di Farmacologia (SIF) per il progetto PerfeTTO che riunisce 54 enti di eccellenza italiani, tra Irccs pubblici e privati, università , fondazioni e aziende ospedaliere, e mira a incentivare la cultura del trasferimento tecnologico.Â
«La nomina del professor Caraci è un riconoscimento importante non solo per la farmacologia italiana, ma soprattutto per un modello di ricerca che mette al centro i pazienti» ha dichiarato Armando Genazzani, presidente della SIF. «Come Società Italiana di Farmacologia siamo impegnati a sostenere una ricerca capace di tradursi in terapie più efficaci, sicure e accessibili, riducendo il tempo che separa i risultati scientifici dai benefici concreti per le persone. La presenza di nostri rappresentanti in contesti europei come la Innovative Health Initiative rafforza il ruolo della farmacologia nel migliorare la salute dei cittadini e nel rispondere ai bisogni clinici ancora insoddisfatti».







