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Il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto legislativo per il riordino degli IRCCS: i 54 gli Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico (ne avevamo parlato qui).
Il riordino, come si legge in una nota – punta a creare e sviluppare reti di ricerca di eccellenza, aperte anche a collaborazioni nazionali e internazionali, potenziare la ricerca clinica con nuove figure professionali dedicate e aumentare la trasparenza e il controllo sulle attività di ricerca.
«È un passaggio fondamentale per una ricerca sanitaria più forte in Italia, sempre più integrata con assistenza e formazione e al servizio della salute pubblica» ha dichiarato Maria Rosaria Campitiello, alla guida del Dipartimento della prevenzione e della ricerca del Ministero della Salute.
«Con questo provvedimento, fortemente voluto dal ministro Schillaci che ringrazio, rafforziamo la governance degli IRCCS e valorizziamo le competenze scientifiche e manageriali, puntando su qualità e merito. È un passo concreto verso una sanità più innovativa, capace di affrontare le sfide del futuro mettendo sempre al centro la salute dei cittadini».
Alcune reazioni
Alleanza Contro il Cancro – la rete che riunisce i principali istituti italiani impegnati nel campo oncologico – esprime una valutazione positiva del provvedimento, perché il riordino consolida il ruolo degli IRCCS come infrastrutture strategiche del Servizio sanitario nazionale, orientate all’innovazione, alla qualità scientifica e alla capacità di tradurre in tempi più rapidi i risultati della ricerca in strumenti di cura.
«Accogliamo con grande soddisfazione questo provvedimento, che va nella direzione giusta e rafforza la missione degli IRCCS come luoghi nei quali assistenza, ricerca e formazione devono essere sempre più integrate» dichiara il presidente Ruggero De Maria. «Il correttivo introduce elementi di chiarezza e rafforzamento organizzativo, valorizza le competenze necessarie per la ricerca clinica e riconosce in modo più compiuto il ruolo delle reti di ricerca, che potranno contribuire ulteriormente allo sviluppo di una ricerca collaborativa, traslazionale e capace di generare innovazione a beneficio dei pazienti».
Secondo Paolo Marchetti, direttore scientifico dell’Istituto Dermopatia dell’Immacolata (Idi Irccs), il ricordino rappresenta «un’opportunità straordinaria per ridefinire il ruolo di queste strutture come pilastri della medicina di precisione e personalizzata nel nostro Paese». E in merito alla nuova organizzazione ha detto che «è un atto costitutivo di un sistema più maturo, capace di tradurre la ricerca scientifica in percorsi diagnostico-terapeutici concreti e innovativi, a beneficio diretto dei pazienti oncologici e delle loro famiglie».
Secondo Raffaele Lodi, presidente della Rete IRCCS delle Neuroscienze e della neuroriabilitazione, il riordino degli IRCCS consolida sul piano normativo il valore delle reti, fondate su una collaborazione continuativa tra istituti. «La possibilità di includere anche università e altri enti del servizio sanitario amplia ulteriormente il potenziale scientifico delle reti e rafforza la condivisione di protocolli, casistiche e dati clinici di qualità, elemento decisivo per trasformare i big data in strumenti concreti di cura e innovazione. Positivo è anche il rafforzamento della governance degli IRCCS, così da poter sfruttare maggiormente le competenze scientifiche di tutti i ricercatori, la vera colonna portante degli istituti di ricerca».







