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Eli Lilly ha annunciato l’acquisizione di Kelonia Therapeutics, biotech statunitense attiva nello sviluppo di terapie CAR‑T in vivo, per un valore iniziale di 3,25 miliardi di dollari, che potrebbe salire fino a 7 miliardi al raggiungimento di specifiche milestone cliniche e regolatorie. Si tratta della seconda operazione di questo tipo per Lilly nel 2026, a conferma del forte interesse dell’azienda per le terapie cellulari di nuova generazione e terapia oncologica personalizzata.
Al centro dell’accordo c’è KLN‑1010, candidato in fase 1 per il trattamento del mieloma multiplo. I dati preliminari, seppur estremamente limitati, hanno mostrato quattro risposte complete su quattro pazienti trattati, un risultato che ha immediatamente attirato l’attenzione del mercato, nonostante la dimensione ridotta del campione e la fase molto iniziale dello sviluppo clinico.
Fondata nel 2022, Kelonia era stata valutata circa 100 milioni di dollari post‑money al momento del primo finanziamento. L’operazione con Lilly rappresenta quindi un ritorno sull’investimento di circa 32 volte in quattro anni, più che una scommessa sui dati attuali, una puntata su una piattaforma tecnologica ritenuta strategica per il futuro dell’oncologia.
Il potenziale delle CAR‑T in vivo
A differenza delle CAR‑T autologhe già approvate, che richiedono il prelievo, la manipolazione ex vivo delle cellule del paziente e la loro reinfusione, l’approccio in vivo mira a riprogrammare direttamente le cellule immunitarie all’interno dell’organismo. L’obiettivo è superare alcuni dei principali limiti delle terapie cellulari attuali, in particolare costi elevati, complessità produttiva e tempi di trattamento.
Secondo le stime, le CAR‑T in vivo potrebbero portare a un abbattimento significativo dei costi, potenzialmente fino a circa 25 mila dollari per trattamento, ampliando l’accesso a queste terapie. Restano tuttavia aperte diverse questioni critiche, tra cui la sicurezza a lungo termine, i segnali di tossicità emersi in studi iniziali e l’assenza, al momento, di evidenze solide nei tumori solidi.







