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È una malattia da accumulo lisosomiale, una malattia rara ereditaria causata dalla carenza di un enzima (glucocerebrosidasi, β-glucosidasi acida) che ha il compito di trasformare la glucosilceramide in zucchero (glucosio) e grasso (ceramide), perché possano essere riutilizzati dall’organismo. Il suo deficit porta all’accumulo di glicosfingolipidi, in particolare nei macrofagi di milza, fegato, midollo osseo e polmoni. La malattia di Gaucher di tipo 3 è una malattia neurologica progressiva. L’accumulo di glicosfingolipidi può causare diverse manifestazioni neurologiche, tra cui atassia e deficit cognitivi, spasticità e demenza.
Sanofi annuncia risultati positivi per lo studio di fase 3 LEAP2MONO su venglustat: nel confronto con la terapia enzimatica sostitutiva (ERT), venglustat ha mostrato un miglioramento statisticamente significativo dei sintomi neurologici, e sugli esiti non neurologici, tra cui volume della milza, volume del fegato e livelli di emoglobina, i risultati sono comparabili alla ERT.
Somministrato per via orale una volta al giorno, il farmaco ha raggiunto l’endpoint primario e tre dei quattro endpoint secondari chiave a 52 settimane nel corso dello studio che coinvolto pazienti adulti e pediatrici di 12 anni in su con manifestazioni neurologiche di malattia di Gaucher di tipo 3 (GD3).
Al momento non esistono trattamenti approvati per le manifestazioni neurologiche della GD3. Sanofi comunica che presenterà le domande di autorizzazione regolatoria a livello globale per questa indicazione. I risultati saranno presentati al 22° WORLDSymposium™.
«Una terapia orale quotidiana potrebbe incidere in modo rilevante sui pazienti con Gaucher e manifestazioni neurologiche» puntualizza Houman Ashrafian, vicepresidente esecutivo e responsabile della ricerca e sviluppo di Sanofi, sottolineando il«debito di gratitudine» nei confronti dei pazienti e delle famiglie che partecipano agli studi.
Venglustat agisce riducendo l’accumulo anomalo delle molecole di zuccheri e grassi nelle cellule e negli organi: è un inibitore sperimentale della glucosilceramide sintetasi in grado di attraversare la barriera emato-encefalica, con l’obiettivo di intervenire su alcuni aspetti neurologici della GD3 per i quali attualmente non esistono terapie approvate.







