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Marina Cavazzana ha vinto il Premio Internazionale “Antonio Feltrinelli” per la medicina, assegnato dall’Accademia dei Lincei, per le sue ricerche pioneristiche nella terapia genica delle patologie del sistema ematopoietico.
«Nel 2017 – ha ricordato Cavazzana – siamo stati il primo gruppo a dimostrare che l’anemia falciforme poteva essere curata con terapia genica».
Durante la sua Lectio Magistralis, l’8 giugno a Roma, Cavazzana ha sottolineato che l’Accademia dei Lincei, una delle istituzioni scientifiche più antiche d’Europa, «ha un compito importantissimo da compiere a livello europeo contro l’oscurantismo scientifico che stiamo vivendo oltreoceano». «Atti contro le vaccinazioni, l’innovazione scientifica, taglio dei crediti – ha detto – ci devono imporre una vigilanza aumentata verso la ricerca».
Professoressa di ematologia all’Université Paris Cité, dirige il Dipartimento di Bioterapie dell’Ospedale Necker Enfants Malades. La sua ricerca clinica si concentra sullo sviluppo di terapie geniche innovative per le malattie genetiche e rare patologie ematologiche. È specializzata nell’utilizzo di cellule staminali geneticamente modificate per offrire trattamenti ai pazienti che non dispongono di donatori di midollo osseo compatibili. Inoltre, lavora all’identificazione di varianti genetiche patologiche per la creazione di nuovi farmaci mirati. È membro delle Accademie di Medicina francese e americana.







