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Neurotecnologia e bioingegneria: i due progetti life science del Sant’Anna finanziati dal MIT
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Neurotecnologia e bioingegneria per cure mediche. Diagnosi cardiaca non invasiva tramite robotica soft e sviluppo di terapie per la motilità intestinale mediante stimolazione neurale: a questo puntano i due progetti della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa finanziati dal Global Seed Funds, il programma del Massachusetts Institute of Technology per favorire collaborazioni internazionali, tra gruppi di ricerca del MIT e istituzioni accademiche estere su obiettivi di ricerca condivisi.

Sono cinque i progetti al centro della collaborazione scientifica tra Pisa e Boston, due afferiscono alle life sciences.

Innovazione nella diagnostica cardiovascolare

Si chiama Cordis il progetto che sta lavorando allo sviluppo di un simulatore cardiaco soft per replicare fedelmente l’anatomia e le patologie del cuore umano al fine di favorire la diagnosi precoce di malattie cardiovascolari.

Cordis sta per Cardiac Outcomes Recognition via Diagnostic Integrated Simulator. Questo sistema consente di generare volumi di dati clinici necessari per addestrare e validare modelli di intelligenza artificiale impiegati nella diagnosi. L’attività coinvolge il Soft Mechatronics for Biorobotics Lab di Pisa – coordinato da Matteo Cianchetti – e il Therapeutic Technologies Design & Development Lab del MIT. L’integrazione tra robotica soft e medicina cardiovascolare, simulazione fisica e intelligenza artificiale, mira a sviluppare strumenti utili per andare oltre le attuali procedure diagnostiche.

Neurotecnologie per i disturbi intestinali

Dalla collaborazione tra il Laboratory for Translational Engineering del MIT, coordinato da Giovanni Traverso, e il Sensorimotor Neurotechnology Lab dell’Istituto di BioRobotica della Scuola Superiore Sant’Anna, coordinato da Solaiman Shokur, altro progetto finanziato dal Global Seed Funds ambisce a sviluppare nuovi trattamenti dei disturbi della motilità intestinale, particolarmente gravi nelle persone con lesioni del midollo spinale. In particolare, l’obiettivo è verificare se l’uso della stimolazione elettrica del midollo spinale possa favorire la motilità intestinale. Il lavoro si concentra su pazienti con lesioni midollari e analizza come gli impulsi elettrici possano influenzare l’attività gastrointestinale con l’intento di aprire la strada a future sperimentazioni cliniche e allo sviluppo di terapie innovative, impiantabili o non invasive, per migliorare la qualità di vita dei pazienti.

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