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Il colosso farmaceutico Novartis e la biotech Orionis Biosciences (che ha la sede centrale a Waltham, in Massachusetts, e un ulteriore centro di ricerca a Gand, in Belgio), hanno annunciato l’espansione di una collaborazione pluriennale finalizzata alla scoperta e progettazione di una nuova classe di farmaci: le cosiddette “colle molecolari” (molecular glues). La partnership mira a colpire bersagli terapeutici storicamente considerati inattaccabili o difficili da raggiungere con i farmaci tradizionali, in diverse aree patologiche, con un focus particolare su oncologia e immunologia.
L’eccellenza italiana al centro: Riccardo Sabatini e Giulio Draetta
Chief Data Scientist di Orionis Biosciences è l’italiano Riccardo Sabatini, scienziato e imprenditore, esperto in modellistica numerica, genomica computazionale e intelligenza artificiale, si è formato alla SISSA (Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati) di Trieste e ha lavorato in prestigiosi centri di ricerca internazionali, tra cui EPFL e Human Longevity nella Silicon Valley.
«I nostri recenti progressi nell’intelligenza artificiale e nell’automazione robotica hanno accelerato ogni aspetto della scoperta di queste “colle”, permettendo di passare alla progettazione di candidati farmaci ottimizzati» spiega Sabatini (a destra nella foto).
Quest’anno si è unito al team di Orionis altra eccellenza italiana, Giulio Draetta, come Chief Strategy Officer. Dreatta – dal 1997 al 2004 Division Director allo IEO, è stato Chief Scientific Officer e direttore di MD Anderson Cancer Center e ha guidato programmi di sviluppo clinico e la commercializzazione di terapie innovative in Pharmacia–Pfizer and Merck.
Cosa sono le “colle molecolari” e come funzionano
Il concetto alla base delle tecnologie di Orionis è la “prossimità indotta”. Attraverso la piattaforma proprietaria Allo-Glue, il team è in grado di riprogrammare funzionalmente le proteine all’interno delle cellule viventi. In altre parole, queste molecole agiscono come una sorta di “colla” che avvicina due proteine che normalmente non interagirebbero, permettendo così di degradare, stabilizzare o modulare proteine bersaglio associate a malattie.
Questo approccio apre orizzonti terapeutici nuovi, rendendo potenzialmente curabili malattie che finora sfuggivano ai trattamenti.
Un investimento miliardario per l’innovazione
Orionis riceverà un pagamento anticipato di 40 milioni di dollari e potrà ottenere fino a 1,4 miliardi di dollari al raggiungimento di determinati traguardi di ricerca, sviluppo e commercializzazione, oltre alle royalties sulle vendite nette dei prodotti derivanti dalla collaborazione.







