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Adottato il nuovo Piano nazionale della prevenzione. Schillaci annuncia rafforzamento risorse: 26 milioni per il 2026

La Conferenza Stato-Regioni ha dato il via libera al nuovo Piano Nazionale della Prevenzione 2026-2031. «Il Piano rappresenta uno strumento strategico fondamentale per la programmazione, su tutto il territorio nazionale, degli interventi di promozione della salute e prevenzione» ha sottolineato il ministro della Salute, Orazio Schillaci.

«Guiderà le politiche di prevenzione e promozione della salute nei prossimi cinque anni» ha specificato il sottosegretario Marcello Gemmato, sottolineando che il nuovo Piano rafforza l’approccio One Health e punta a garantire interventi più omogenei, efficaci ed equi su tutto il territorio nazionale, con particolare attenzione alla prevenzione delle malattie croniche, alla salute mentale, alla sicurezza alimentare e agli effetti dei cambiamenti climatici sulla salute pubblica.

«Tra le novità più rilevanti – ha evidenziato Gemmato – l’ampliamento degli screening oncologici, il potenziamento della prevenzione nei primi mille giorni di vita, una maggiore attenzione alla gestione integrata della cronicità e il rafforzamento dei Dipartimenti di prevenzione territoriali».

Piani regionali della prevenzione

Ora le Regioni e le Province autonome dovranno redigere e adottare i propri Piani regionali della prevenzione, la cui valutazione rientra tra gli adempimenti previsti dal sistema di verifica dei Livelli essenziali di assistenza (LEA).

Tra gli obiettivi predefiniti e vincolanti, gli screening oncologici, come l’ampliamento graduale dello screening colorettale alla fascia 70-74 anni e lo screening mammografico tra 45-49 e 70-74 anni.

Il Piano – comunica il Ministero – prevede un rafforzamento delle risorse dedicate alla prevenzione, con ulteriori 50 milioni di euro stanziati per il 2026. E, in continuità con il precedente, conferma l’approccio One Health come principio guida delle politiche di prevenzione, promuovendo una visione integrata della salute umana, ambientale e animale.

Per rendere gli interventi più integrati, è prevista l’istituzione di un Gruppo di coordinamento del Piano, composto da istituzioni sanitarie centrali e regionali impegnate nella prevenzione e promozione della salute, e di un Tavolo interistituzionale, composto da Ministeri ed enti di vari settori, secondo il modello della “Salute in tutte le politiche”.

Le aree di intervento

Sono sette le aree di intervento prioritarie per la salute pubblica individuate nel Piano: malattie croniche non trasmissibili, ipendenze e problemi correlati, incidenti stradali e domestici, salute, sicurezza e benessere dei lavoratori, ambiente, clima e salute, malattie infettive prioritarie, sicurezza alimentare e sanità pubblica veterinaria.

È previsto anche l’avvio di una collaborazione con Agenas per definire gli standard di riferimento dei Dipartimenti di prevenzione per migliorare l’efficienza, anche con una adeguata dotazione di personale, nonché di un progetto per la valutazione delle ricadute economiche degli interventi di prevenzione sanitaria e di promozione della salute.

«La prevenzione – ha detto Gemmato – resta uno degli investimenti più importanti per la sostenibilità del Servizio sanitario nazionale e per la tutela della salute pubblica».

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