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Payback sui dispositivi medici: Faltoni, «serve una svolta in manovra»
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Ancora una volta Confindustria Dispositivi Medici richiama l’attenzione sul payback dei dispositivi medici. «Il sistema del payback deve essere ripensato nella sua struttura. La Corte costituzionale nel 2024 ha definito il meccanismo riferito al quadriennio 2015-2018 un ‘contributo di solidarietà non sproporzionato e temporaneo’. Ma un contributo considerato temporaneo è oggi diventato strutturale». Lo ha dichiarato Fabio Faltoni, presidente di Confindustria DM in seguito all’udienza di merito che si è tenuta oggi davanti al Consiglio di Stato sulla decisione definitiva relativa al payback dei dispositivi medici 2015-2018, nel corso della quale i giudici hanno sollevato dubbi sulla compatibilità del meccanismo con il diritto europeo. 

La decisione è attesa per i prossimi mesi. In ballo c’è, secondo Faltoni, il futuro del settore. Nel periodo 2019-2025 il meccanismo ha determinato circa 13 miliardi di euro di oneri, di cui 6,5 miliardi a carico delle imprese, e che nel solo 2025 ha portato il payback a incidere per il 16,5% del fatturato delle aziende.

E su questo, secondo Confindustria Dispositivi Medici, occorre intervenire nella prossima Legge di Bilancio.

Secondo il Centro Studi di Confindustria Dispositivi Medici, nel periodo 2019-2025 nessuna Regione ha rispettato il tetto di spesa per i dispositivi medici. Nel 2019 erano 8 le Regioni che lo superavano di oltre il 50%; nel 2025 sono diventate 14 con punte di sforamento che toccano anche il 110%. 

Ma al di là di quanto si spende, «il problema è l’adeguatezza di un tetto che viene sistematicamente superato» fa notare Faltoni. «Se una soglia viene superata in modo strutturale, è la soglia che deve essere ripensata. Non bastano aumenti marginali dello 0,2% l’anno: la soluzione è un modello di governo, già disponibile e attuabile, basato sulla programmazione, sull’utilizzo dei dati e sulla valutazione del valore delle tecnologie, spostando il focus dal costo ai risultati per il paziente e per il Servizio sanitario nazionale».

Confindustria DM precisa che il legislatore ha già indicato una scadenza e prevede entro il 31 dicembre 2026 una nuova disciplina della spesa per i dispositivi medici, che tenga conto dell’evoluzione tecnologica e dell’innovazione del settore, anche attraverso l’Health Technology Assessment. Nelle more, la norma consente di modificare il sistema vigente. 

«La prossima Legge di Bilancio è quindi il momento per intervenire e superare strutturalmente il payback. Non possiamo chiedere alle imprese di investire in intelligenza artificiale, digitale, ricerca e produzione in Italia e contemporaneamente mantenere un meccanismo che nel prossimo triennio può pesare circa 1,5 miliardi di euro l’anno sulle imprese, oltre alle tasse ordinarie. Se vogliamo attrarre capitali e consolidare la filiera della salute, oggi dobbiamo dare alle imprese certezza e capacità di programmare».

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