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Sanità, nella manovra fino a 2 miliardi in più per assunzioni e incentivi
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Più risorse per assunzioni, incentivi al personale e un cambio di rotta sul precariato: il Governo ha aperto il cantiere della prossima legge di Bilancio mettendo la sanità al centro della manovra.

L’incontro del 7 agosto scorso tra il ministro della Salute, Orazio Schillaci, e il titolare dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, è stato definito “positivo” e stando a quanto emerso, nella manovra fino a 2 miliardi in più potrebbero essere destinati al rafforzamento del Servizio sanitario nazionale, nel tentativo di fermare l’emorragia di medici e infermieri e dare una risposta alle emergenze nelle corsie.

Un piano per nuove assunzioni e incentivi al personale

La priorità è chiara: contrastare la carenza cronica di personale sanitario, in particolare nei Pronto soccorso, dove il numero di medici e infermieri è insufficiente da anni. I fondi aggiuntivi punterebbero a sostenere nuove assunzioni, anche tramite incentivi economici, percorsi di carriera più attrattivi e il coinvolgimento di specializzandi.

Una bozza di riforma delle professioni sanitarie – che include anche lo scudo penale strutturale per i medici – dovrebbe approdare al Consiglio dei ministri subito dopo la pausa estiva.

L’obiettivo dichiarato del Governo è mantenere la spesa sanitaria sopra il 6,3% del PIL, e portare quella destinata alla prevenzione, oggi al 5%, almeno al 7% nei prossimi anni. Tra gli impegni in manovra anche il finanziamento del Piano Salute Mentale 2025-2030, al momento ancora senza copertura.

Nelle intenzioni del governo, inoltre, con la collaborazione delle Regioni il maxi piano triennale da 30mila nuove assunzioni, già previsto nella scorsa manovra ma mai partito, potrebbe finalmente vedere la luce.

Stop ai medici “gettonisti”: costi insostenibili per il SSN

Sul tavolo anche il tema dello stop ai contratti dei dei medici “gettonisti”, in vigore dal 31 luglio. Si tratta di professionisti “affittati” tramite cooperative, spesso pagati oltre 1.000 euro per un solo turno, usati per tamponare l’assenza di personale stabile.

Tra il 2019 e il 2024 le ASL hanno speso oltre 2,1 miliardi di euro per coprire questi buchi, 457 milioni solo nell’ultimo anno. Risorse che invece potrebbero essere destinate ad assunzioni (pari a, si calcola, ogni anno 3.000 medici e 6.000 infermieri a tempo indeterminato). Inoltre, le Regioni potranno stipulare contratti libero-professionali direttamente con i medici, a costi più sostenibili (85-100 euro l’ora).

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