È una malattia infiammatoria cronica del sistema nervoso centrale caratterizzata dalla distruzione della mielina, il rivestimento protettivo delle fibre nervose nel cervello e nel midollo spinale, causando disturbi visivi, debolezza muscolare, difficoltà di coordinazione, problemi di equilibrio e alterazioni cognitive. La sclerosi multipla colpisce quasi 3 milioni di persone in tutto il mondo. In Italia (ne abbiamo parlato qui) oltre 140mila persone convivono con questa malattia neurologica cronica che ha un impatto rilevante, non solo sulla salute e la qualità di vita dei pazienti, ma anche sulla sostenibilità del Servizio sanitario nazionale.
Dalla ricerca clinica arrivano segnali positivi per lo sviluppo di nuove terapie. Stando a quanto indicato da Novartis, i risultati degli studi di fase III REMODELV1/-2 – che saranno presentati a MSToronto2026, in Canada – suggeriscono l’efficacia di remibrutinib, un inibitore orale della tirosina chinasi di Bruton (BTK) – proteina fondamentale nelle cellule del sistema immunitario – nel ridurre il tasso di recidiva e le lesioni cerebrali infiammatorie nei pazienti con sclerosi multipla recidivante.
Bloccando la via BTK, remibrutinib è progettato per ridurre l’attivazione delle cellule B e delle cellule immunitarie innate per modulare la risposta immunitaria e la neuroinfiammazione. È già stato approvato dalla FDA nel settembre 2025 e dall’EMA lo scorso aprile per il trattamento degli adulti con orticaria cronica spontanea.







