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SINPE: la terapia nutrizionale salva vite. Servono governance stabile e finanziamenti pubblici dedicati
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La terapia nutrizionale precoce e personalizzata migliora significativamente gli esiti clinici dei pazienti malnutriti ricoverati. Se n’è discusso a Parigi durante Optimal Nutritional Care for All (ONCA), conferenza europea dedicata alla nutrizione clinica promossa dalla European Nutrition for Health Alliance (ENHA).

«La terapia nutrizionale salva vite, riduce le complicanze e genera valore per i sistemi sanitari». Lo ribadisce la Società Italiana di Nutrizione Artificiale e Metabolismo (SINPE).

«Durante la conferenza sono stati richiamati i risultati dello studio EFFORT che dimostrano come una terapia nutrizionale individualizzata e precoce nei pazienti malnutriti ricoverati produca effetti clinici misurabili e significativi» spiega Antonella Lezo, presidente della SINPE, che ha partecipato all’evento in Francia, organizzato con l’obiettivo di trasformare la consapevolezza sulla malnutrizione in percorsi concreti di presa in carico.

«ll Number Needed to Treat (NNT), ovvero il numero di pazienti che devono essere trattati per ottenere un beneficio clinico, rappresenta uno degli indicatori più affidabili dell’efficacia di un intervento sanitario – puntualizza Lezo -. Un NNT pari a 37 per prevenire un decesso in 30 giorni colloca la terapia nutrizionale tra gli interventi di maggiore rilevanza clinica. Ancora più significativo è il dato relativo alle complicanze maggiori: trattando 25 pazienti malnutriti è possibile prevenire un evento grave, come il ricovero in terapia intensiva o importanti complicanze cardiovascolari e gastrointestinali. A titolo di confronto: per prevenire un decesso con un farmaco antipertensivo occorre trattare 56 pazienti ad alto rischio cardiovascolare per cinque anni. Numeri che rendono evidente come la nutrizione clinica non sia un supporto accessorio, ma una vera e propria terapia salvavita».

E richiamando l’esempio dell’esperienza francese del Collectif de lutte contre la dénutrition – che riunisce società scientifiche, professionisti sanitari, associazioni di pazienti e istituzioni in una struttura stabile e con finanziamenti pubblici promuove attività di sensibilizzazione, formazione e promozione delle buone pratich – Lezo sottolinea che «la lotta alla malnutrizione può diventare una priorità di salute pubblica quando esistono una governance chiara, obiettivi condivisi e un dialogo costante con le istituzioni».

Dallo screening nutrizionale sistematico alla presa in carico precoce, dalla continuità assistenziale tra ospedale e territorio alla formazione degli operatori: «le esperienze presentate durante ONCA costituiscono un patrimonio di conoscenze e strumenti che può contribuire a rafforzare anche il sistema italiano» osserva Lezo, sottolineando che «la malnutrizione è un problema clinicamente, socialmente ed economicamente rilevante. La rotta tracciata da ONCA in Europa invita ad andare oltre. La nutrizione clinica, infatti, non riguarda soltanto la sopravvivenza, ma anche la possibilità di mantenere autonomia, capacità funzionale e qualità della vita. La sfida futura è contribuire ad aumentare gli anni vissuti in salute (healthspan). Per farlo servono azioni concrete e progressive: implementazione sistematica dello screening, progetti specifici e misurabili, collaborazione con le associazioni di pazienti, ricerca orientata a esiti realmente significativi e un dialogo stabile con le istituzioni».

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