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«È un importante passo verso un mercato realmente unico per le imprese del continente, volto a ridurre la frammentazione normativa, rafforzare la fiducia degli investitori e semplificare le procedure attraverso la piena digitalizzazione, favorendo la nascita e la crescita di startup e scaleup innovative: auspichiamo che il negoziato possa essere rapido e si salvaguardi la priorità di sostenere la crescita delle imprese europee attraverso un accesso pieno ai benefici del mercato unico». Così il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, sulla proposta del 28° regime societario europeo, durante l’incontro con la commissaria europea per le startup, la ricerca e l’innovazione, Ekaterina Zahariea, a Bologna a margine dell’evento “R2I – Research to Innovate Italy 2026”.
Incontro durante il quale si è discusso della riforma del quadro societario unico europeo e delle misure per rafforzare la capacità dell’UE in materia di startup e scaleup strategiche.
L’Europa – ha sottolineato la commissaria europea – sta facendo passi avanti nel far sì che le startup crescano più rapidamente, «rafforzando la nostra competitività e promuovendo la nostra autonomia strategica. L’Europa ha il talento, la scienza e sempre più l’ambizione di diventare il miglior posto al mondo per i campioni globali di deep-tech».
Urso ha evidenziato che l’Italia dispone di competenze scientifiche di altissimo livello, ricordando come il nostro Paese si è candidato a ospitare una delle tre gigafactory europee per l’intelligenza artificiale attraverso un consorzio di player industriali. Il riferimento è a uno degli snodi principali di Frontier AI, la futura infrastruttura europea della ricerca e dell’intelligenza artificiale, iniziativa Ue per rafforzare la capacità europea di sviluppare modelli di frontiera di intelligenza artificiale. Il Tecnopolo di Bologna – lo ha ricordato anche la ministra dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini durante la visita della commissaria Zaharieva – è infatti oggi il principale hub europeo nel campo dell’High Performance Computing, dove convivono infrastrutture di supercalcolo, centri di ricerca internazionali e progetti strategici per la sovranità tecnologica europea. Tra cui IT4LIA, l’AI Factory italiana gestita da Cineca e selezionata dalla Commissione europea tra le prime sette del continente, nata per mettere a disposizione di ricerca, imprese e pubbliche amministrazioni capacità di calcolo, dati e servizi avanzati per l’intelligenza artificiale. IT4LIA – ha evidenziato la ministra – è oggi il secondo centro HPC europeo per volume di produzione scientifica: il 15% dei lavori pubblicati nel 2024 rientra già nel top 10% mondiale per citazioni. Solo nel 2025, inoltre, ha messo gratuitamente a disposizione di università ed enti di ricerca oltre 550 milioni di ore di calcolo, per un valore economico stimato superiore a 130 milioni di euro. Mentre IT4LIA, a un solo anno dall’avvio operativo, ha già attivato quasi 500 progetti, confermando la capacità dell’ecosistema bolognese di trasformare infrastrutture scientifiche in applicazioni concrete per ricerca, innovazione e competitività.
Urso, durante il bilaterale, ha richiamato il lavoro avviato dal Mimit per rafforzare il coordinamento istituzionale e sviluppare strumenti concreti di accompagnamento, formazione e supporto alle startup italiane che partecipano ai programmi europei, a partire dall’European Innovation Council Accelerator, principale strumento di finanziamento della Commissione europea nell’ambito di Horizon Europe. E ha evidenziato il lavoro di riordino normativo che il Ministero sta portando avanti attraverso la creazione di un Testo Unico dedicato a startup innovative, PMI innovative, spin-off, incubatori e acceleratori.
In merito al supporto alle imprese innovative, il ministro ha definito di primaria importanza lo Scaleup Europe Fund, iniziativa finalizzata a colmare la carenza di capitali nelle fasi avanzate di crescita, e a riguardo ha ribadito alla commissaria Zaharieva l’auspicio di una distribuzione equilibrata degli investimenti del Fondo tra gli Stati membri, evitando concentrazioni eccessive nei mercati più maturi e favorendo anche gli ecosistemi emergenti.
«I recenti progressi dell’Italia nelle startup, nel trasferimento tecnologico e nella valorizzazione della conoscenza stanno contribuendo a costruire un’Europa più forte e dinamica. Gli ecosistemi di ricerca e innovazione italiani svolgono un ruolo chiave nel promuovere l’innovazione e la posizione globale dell’Europa» ha osservato Zahariea, che ha visitato anche l’Università di Bologna. «Attraverso Horizon Europe, abbiamo investito 153 milioni di euro nella sua eccellenza e innovazione».







