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Emanuele Monti: perché c’è bisogno degli Stati generali dell’economia della salute
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Tre giorni, dal 19 al 21 marzo: Varese ospita gli Stati generali dell’economia della salute. 

Dibattiti, tavole rotonde e tavoli di lavoro per riflettere sulla sostenibilità del nostro Servizio sanitario nazionale. Sfide e prospettive. La premessa: la crescita della spesa pubblica sanitaria, insieme all’aumento della spesa privata sostenuta dalle famiglie, sta mettendo sotto pressione l’equilibrio del modello universalistico e incidendo sui bilanci nazionali e regionali, chiamati a garantire l’erogazione dei Livelli essenziali di assistenza in un contesto di risorse limitate e di crescente domanda di cura.

In questo contesto, il summit si pone come spazio di confronto tra istituzioni, policy maker, professionisti sanitari e mondo della ricerca, al fine di migliorare la programmazione e l’attuazione delle politiche sanitarie e valorizzare l’innovazione.

Il Villaggio della Salute – aperto al pubblico – sarà occasione per promuovere prevenzione e corretti stili di vita.

Perché c’è bisogno degli Stati generali dell’economia della salute?

Emanuele Monti: perché c'è bisogno degli Stati generali dell’economia della saluteOrganizzati con il sostegno del presidente della Commissione Welfare della regione Lombardia, Emanuele Monti, membro del consiglio di amministrazione di AIFA, sintetizza così la necessità di riunire mondo accademico, imprese, startup, società civile, terzo settore, associazioni di pazienti, per riflettere sulla qualità e sull’equità del nostro sistema sanitario e porre le basi per la crescita economica, l’innovazione e la competitività del paese.

«Non esiste universalità del sistema sanitario senza la garanzia della sostenibilità economica. Serve anteporre la visione pratica a quella ideologica, per esempio quando il decisore politico inflaziona l’offerta sanitaria per ridurre le liste di attesa producendone di ulteriori stimolando la domanda di salute, spesso inappropriata. Bisogna superare meccanismi nati per regolare che oggi tolgono risorse all’innovazione, stimolando la ricerca nel nostro paese e creando rete tra i centri di eccellenza. La prevenzione è un moltiplicatore di risparmio e di vita migliore. Politiche di long term care e integrative vanno studiate sul piano strategico e non della propaganda, così da guidare la spesa out of pocket.

Viviamo sempre di più, da pazienti cronici, assumendo molti farmaci in contemporanea e in nuclei famigliari ridotti, spesso soli. Il ruolo del caregiver, delle cure domiciliari, l’evoluzione del sociosanitario sono alcuni dei titoli principali. Stato e Regioni rischiano di litigare e non discutere sui dossier principali, invero fermi da anni come la revisione dei LEA e del prontuario. Ci sono enormi potenzialità per nuove imprese e business che nemmeno immaginiamo grazie a fattori critici di successo che sono presenti nel nostro paese sulle life sciences».

Serve una visione complessiva, chiosa Monti, ricordando che gli Stati generali dell’economica della salute – che si svolgeranno a Ville Ponti a Varese – rappresentano «uno dei principali esperimenti di governance diffusa» con la direzione scientifica di Carlo Nicora.

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