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La Camera ha approvato la proposta di legge sulle terapie digitali
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C’è stata l’unanimità nel dare l’ok alla proposta di legge sulle terapie digitali. Con 234 voti favorevoli ieri la Camera ha approvato il testo unificato con le disposizioni in materia di terapie digitali (C. 1208​-2095​-2220-A​). Provvedimento che dispone l’inserimento delle DTx nei LEA.

Simona Loizzo, capogruppo della Lega in commissione Affari Sociali e presidente dell’Intergruppo per la Sanità digitale e le terapie digitali della Camera dei Deputati, definisce l’approvazione «un passaggio epocale» e sottolinea che rimborsare le terapie digitali significa mettere il paziente al centro. «Sono terapie che interagiscono direttamente con il paziente, raccolgono dati attraverso i sensori, li elaborano servendosi di algoritmi e valutano insieme al paziente l’intervento terapeutico più adatto. Questa è la sanità del futuro che mette il paziente al centro e fa in modo che da destinatario passivo di interventi medici possa diventare produttore attivo della propria salute, partecipando al processo terapeutico in modo continuo e informato» ha commentato, evidenziando che non può esserci innovazione in sanità senza governance.

Per i dettagli sul testo di legge leggi qui.

Il voto favorevole del Partito Democratico sulla proposta di legge per l’introduzione delle terapie digitali nasce dalla ferma convinzione che l’innovazione tecnologica, se governata con rigore scientifico e responsabilità pubblica, sia uno strumento fondamentale per rafforzare il nostro Servizio sanitario nazionale. Lo ha ribadito Gian Antonio Girelli, deputato Pd della Commissione Affari Sociali, intervenendo in Aula durante la dichiarazione di voto. «In Commissione Affari Sociali siamo riusciti a superare le contrapposizioni ideologiche, costruendo un testo unificato e condiviso all’unanimità che valorizza i dispositivi medici software validati e prescritti all’interno di una reale relazione di cura. Nessuna tecnologia potrà mai sostituire il valore del rapporto umano, ma questi strumenti rappresentano un supporto concreto ed efficace per la presa in carico dei pazienti, in particolare nell’ambito delle patologie croniche, della riabilitazione e dei disturbi neuropsichiatrici, offrendo una risposta parziale ma significativa alla pressione che grava oggi sulla medicina territoriale e sul personale sanitario».

In merito alla scelta di ricondurre le terapie digitali al Programma nazionale di Health Technology Assessment e di richiedere una validazione clinica basata su rigorose evidenze scientifiche per l’inserimento nei Livelli essenziali di assistenza (LEA), ha ribadito che «rappresenta una garanzia di serietà per l’intero sistema: nella sanità pubblica la vera innovazione è quella che dimostra di funzionare davvero per tutti. La governance prevista, che include il Ministero della Salute, le professioni sanitarie, le associazioni dei pazienti e il Garante della Privacy, è lo strumento indispensabile per governare la transizione digitale ed evitare il rischio di nuove diseguaglianze nell’accesso alle cure, tutelando il diritto universale alla salute sancito dall’articolo 32 della Costituzione».

Ora il testo passa al Senato e l’auspicio – dicono – è che proceda con altrettanta rapidità all’approvazione definitiva.

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