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Corticale, Inmatica e l’Istituto Mario Negri: insieme per lo sviluppo di terapie neurologiche
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Corticale, Inmatica e l’Istituto Mario Negri insieme per accelerare nuove terapie neurologiche.

‍Si chiama AHEAD – AI-driven High-density Electrophysiology for Advanced Drug Discovery il progetto che impegnerà Corticale, Inmatica e l’Istituto di ricerche farmacologiche “Mario Negri” nello studio del cervello per sviluppare terapie innovative e riparare i danni neurologici, acuti e cronici.

Un’iniziativa cofinanziata dalla Regione Lombardia, nell’ambito del bando “Collabora & Innova”, che mette in rete le competenze complementari delle tre realtà coinvolte: Corticale – capofila del progetto – è una startup innovativa nel campo delle neurotecnologie nata dall’Istituto Italiano di Tecnologia; Inmatica è una PMI innovativa esperta in software avanzato, intelligenza artificiale e machine learning; il Dipartimento di danno neurologico e vardiovascolare acuto del Mario Negri è un centro di eccellenza nella ricerca preclinica e clinica.

Elettrofisiologia avanzata e Ai per nuove terapie neurologiche

Obiettivo del progetto appena avviato – con un budget di circa 4 milioni di euro – è sviluppare e validare, nell’arco di 24 mesi, una piattaforma avanzata di elettrofisiologia ad altissima risoluzione, basata su sensori in grado di registrare l’attività elettrica dei singoli neuroni. L’ambizione è ottenere dati spazio-temporali estremamente dettagliati sul funzionamento del cervello e osservare come ogni neurone risponde a un danno o a un trattamento neuroprotettivo.

Giuseppe Santella, ceo della capofila Corticale, spiega che «l’enorme quantità di informazioni raccolta dalla piattaforma elettrofisiologica basata sulla tecnologia SiNAPS (sviluppata da Corticale, ndr.) verrà elaborata tramite infrastrutture computazionali che includono modelli di intelligenza artificiale e machine learning, con l’obiettivo di estrarre informazioni utili alla scoperta e alla validazione di nuovi farmaci. Il progetto punta così a identificare in modo più rapido e preciso l’efficacia di nuove molecole, riducendo tempi e costi di sviluppo, e accelerando la disponibilità di terapie efficaci per pazienti colpiti da patologie neurologiche oggi spesso prive di cura».

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