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Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) ha avviato una consultazione pubblica sull’Atto di Indirizzo Strategico 2026‑2028 dedicato alla valorizzazione delle conoscenze e al trasferimento tecnologico, con l’obiettivo di rafforzare il collegamento tra ricerca e sviluppo industriale.
InnovUp e Netval, associazioni che rappresentano rispettivamente gli attori dell’ecosistema dell’innovazione e le strutture di valorizzazione della ricerca pubblica (università, enti di ricerca e IRCCS), hanno accolto positivamente l’impostazione del documento, condividendo una visione comune per il rafforzamento del sistema nazionale del trasferimento tecnologico.
Governance e filiera del trasferimento tecnologico
Il piano individua sette linee strategiche che intervengono sull’intera filiera, dalla governance interministeriale tra MIMIT e MUR fino al sostegno finanziario, includendo strumenti come il fondo da 250 milioni di euro gestito da Enea Tech e Biomedical, il rafforzamento della partecipazione ai programmi europei e il potenziamento del capitale di rischio per il deep tech.
Secondo le due associazioni, una delle priorità è il superamento della frammentazione del sistema, attraverso una governance più coordinata e multilivello capace di integrare i diversi attori, a livello nazionale e territoriale. Parallelamente, sottolineano la necessità di garantire continuità lungo tutta la filiera del trasferimento tecnologico, dalla ricerca fino al mercato, intervenendo sui passaggi più critici nella valorizzazione dei risultati scientifici.
Imprese, capitali e sviluppo dell’ecosistema
Altro punto centrale è il rafforzamento del collegamento tra ricerca pubblica, imprese e capitali, con particolare attenzione allo sviluppo di startup e spin off deep tech e all’accesso ai finanziamenti. A questo si aggiunge il tema delle competenze, con la richiesta di creare percorsi strutturati per le professionalità dedicate al trasferimento tecnologico e di orientare i sistemi di valutazione verso l’impatto economico e industriale.
Le associazioni richiamano inoltre l’importanza di facilitare l’accesso ai fondi europei e di valorizzare le progettualità ad alto potenziale, riducendo gli oneri amministrativi e migliorando l’efficacia degli strumenti esistenti.
«L’Atto di indirizzo riconosce molte delle proposte che InnovUp porta avanti da anni», dichiara la presidente Chiara Petrioli, evidenziando come il riconoscimento degli attori del trasferimento tecnologico e l’allocazione di risorse lungo tutta la catena del valore rappresentino un passaggio rilevante per il sistema. «L’ecosistema italiano ha le competenze e le infrastrutture per farcela, servono regole che riconoscano finalmente quello che già esiste, per esempio l’inserimento dei Parchi Scientifici nell’Elenco nazionale e il loro accesso al Fondo da 250 milioni di Enea Tech e Biomedical».
Sulla stessa linea Maria Chiara Di Guardo, presidente di Netval, che sottolinea la necessità di «una visione sistemica e un coordinamento efficace» per trasformare in modo stabile l’eccellenza scientifica in sviluppo economico e innovazione. «È fondamentale sostenere in modo continuativo le strutture della ricerca pubblica e le fasi più critiche della filiera, valorizzando competenze e risultati».
InnovUp e Netval hanno infine espresso l’auspicio di essere coinvolte nei futuri tavoli tecnologici settoriali previsti dalla cabina di regia, confermando la disponibilità a contribuire attivamente al rafforzamento dell’ecosistema italiano dell’innovazione.







