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Trump firma l’ordine esecutivo per far abbassare i prezzi dei farmaci in Usa
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Con un ordine esecutivo firmato ieri 12 maggio, dal Presidente degli Stati Uniti Trump, Washington lancia una dura offensiva contro la sproporzione nei costi farmaceutici, accusando i paesi sviluppati di beneficiare indebitamente dell’innovazione finanziata dagli americani.

Secondo quanto stabilito dall’ordine esecutivo, l’Amministrazione statunitense accusa le case farmaceutiche di offrire forti sconti ai sistemi sanitari esteri pur di accedere ai mercati stranieri, compensando poi queste perdite con prezzi fortemente maggiorati per i cittadini americani. Una dinamica che, secondo la Casa Bianca, favorisce i sistemi sanitari dei paesi sviluppati, come quelli europei, che beneficiano dell’innovazione farmaceutica finanziata dagli Stati Uniti senza condividerne i costi.

Il Presidente Trump ha quindi stabilito che gli americani non dovranno più sovvenzionare, con i loro acquisti, farmaci a basso costo destinati ad altri paesi avanzati, e ha chiesto che i prezzi negli USA siano allineati a quelli più bassi praticati all’estero (la cosiddetta “most-favored-nation pricing”).

Le aziende farmaceutiche dovranno adeguarsi entro 30 giorni, altrimenti il governo USA non esiterà ad attuare misure tra cui: l’importazione diretta di farmaci da paesi con prezzi più bassi, restrizioni alle esportazioni di farmaci o materie prime verso l’estero, revisioni delle autorizzazioni FDA, azioni legali contro pratiche anti-concorrenziali nel settore.

Il presidente americano si aspetta che i tagli siano compresi tra il 59% e il 90%, pena sanzioni alle aziende farmaceutiche se i prezzi negli Stati Uniti non saranno in linea con quelli degli altri Paesi e .

Inoltre, la Casa Bianca incarica i rappresentanti commerciali e il Dipartimento del Commercio di agire contro “politiche discriminatorie” di nazioni estere che tengono artificialmente bassi i prezzi dei farmaci, scaricando i costi dell’innovazione della ricerca farmaceutica globale sugli americani.

Implicazioni per l’Europa e l’Italia

L’Europa, seppur non menzionata nell’atto esecutivo, è tra i principali destinatari delle scelte e delle accuse di Trump. «Sui farmaci – ha detto durante la conferenza stampa – l’Europa dovrà pagare un po’ di più, il resto del mondo dovrà pagare un po’ di più e gli Stati Uniti pagheranno un po’ meno».

L’industria farmaceutica italiana è fra le principali nell’Ue con un fatturato di 56 miliardi di euro (2024) e il 95% della produzione è destinato al mercato estero e in particolare a quello statunitense: secondo l’osservatorio economico del ministero degli Esteri, le esportazioni americane valgono 10 miliardi di euro, circa un sesto delle merci italiane vendute oltreoceano. Il valore si è decuplicato in un decennio e solo tra il 2023 e il 2024 è cresciuto del 25%.

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