News

Tumore del polmone, segnali positivi: rallenta la mortalità tra le donne europee. Importante rafforzare la prevenzione
Getting your Trinity Audio player ready...

Tumore del polmone: emergono segnali di svolta nella mortalità femminile in Europa. Dopo oltre venticinque anni di crescita costante, oggi i tassi si attestano intorno a 12,5 decessi per 100mila abitanti, con una riduzione di circa il 5% rispetto al triennio 2020-2022. Nel Regno Unito, questa inversione di tendenza è osservabile già da diversi anni, anche se i livelli di mortalità femminile restano superiori alla media dell’UE.

Questi dati emergono da uno studio pubblicato sugli Annals of Oncology, coordinato dall’Università Statale di Milano in collaborazione con le Università di Bologna e Parma e il sostegno della Fondazione AIRC per la Ricerca sul Cancro.

Lo studio presenta le stime di mortalità oncologica per il 2026 nell’Unione europea e nel Regno Unito.

Dal 1970 a oggi: migliora la fascia femminile

Per il sedicesimo anno consecutivo, il gruppo di ricerca ha analizzato l’andamento dei tassi di mortalità per tumore a partire dal 1970, considerando complessivamente i 27 Stati membri dell’UE e, separatamente, il Regno Unito. L’analisi, basata sui database dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e delle Nazioni Unite, ha preso in esame le principali sedi tumorali, tra cui polmone, colon-retto, pancreas, mammella, prostata e leucemie, con particolare attenzione al carcinoma polmonare, «ancora oggi la prima causa di morte oncologica in Europa» puntualizza Claudia Santucci, ricercatrice dell’Università Statale di Milano e prima autrice dell’articolo.

Il miglioramento osservato nella popolazione femminile riguarda soprattutto le donne sotto i 65 anni, mentre nelle fasce di età più avanzate i tassi di mortalità risultano ancora in aumento, riflettendo l’eredità di comportamenti a rischio adottati nei decenni precedenti.

Tumore del polmone: le differenze tra i Paesi

Tumore del polmone«I tassi di mortalità – aggiunge – continuano a diminuire tra gli uomini, pur rimanendo nel 2026 quasi doppi rispetto a quelli osservati nelle donne. Andamento coerente con le differenze storiche nei comportamenti di consumo di tabacco tra uomini e donne».

Nella maggior parte dei Paesi considerati, le precedenti tendenze in aumento tra le donne sembrano stabilizzarsi, a eccezione della Spagna.

Negli Stati Uniti e nel Regno Unito, le donne hanno iniziato a fumare prima rispetto all’Europa, ma hanno anche smesso prima. Oggi, la prevalenza del fumo in entrambi i sessi è inferiore al 10%, mentre nell’UE rimane più elevata.

In particolare, le donne spagnole e francesi hanno iniziato a fumare più tardi rispetto a quelle di altri Paesi dell’UE, ma hanno anche smesso più tardi. Lo stesso vale per le donne italiane, «che però hanno sempre fumato meno».

Le stime per il 2026 e l’importanza della prevenzione

Secondo le stime, nel 2026 nell’Unione europea si conteranno circa 1,23 milioni di decessi per tumore. I tassi di mortalità, corretti per età, sono attesi in calo sia tra gli uomini (114 per 100mila, con una riduzione del 7,8% rispetto al 2020-2022) sia tra le donne, per le quali scenderanno a 74,7 per 100mila (-5,9%). Nel complesso, l’andamento risulta favorevole per la maggior parte dei tumori, fatta eccezione per un lieve aumento dei decessi femminili per tumore del pancreas nell’UE (in aumento dell’1%) e per il tumore del colon-retto tra le donne nel Regno Unito (in aumento del 3,7%).

«I nostri risultati sottolineano la persistente importanza del fumo nella mortalità per tumore» conclude il professor Carlo La Vecchia, docente di statistica medica ed epidemiologia alla Statale di Milano. «Il controllo del tabacco rimane il pilastro della prevenzione del tumore del polmone e contribuisce anche alla prevenzione di altri tumori, come quello del pancreas». Per questo il gruppo di ricerca sottolinea che rafforzare la tassazione sul tabacco, introdurre divieti pubblicitari, ampliare gli spazi liberi dal fumo e potenziare i servizi di supporto alla cessazione rappresentano misure fondamentali per ridurre le disuguaglianze regionali e socioeconomiche e ottenere una riduzione duratura della mortalità per tumore in Europa. Inoltre, ricordano che il controllo del sovrappeso e dell’obesità, il miglioramento delle abitudini alimentari, la riduzione del consumo di alcol e il potenziamento dei programmi di screening per la diagnosi precoce dei tumori della cervice uterina, della mammella e del colon-retto restano strategie chiave nella prevenzione oncologica.

Share

News

Raccolte

Articoli correlati

Iscriviti alla nostra newsletter

Rimani aggiornato su tutte le novità