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La Commissione europea ha approvato una nuova modalità di somministrazione – in siringa preriempita – del vaccino anti-herpes zoster Shingrix di GSK. La distribuzione nei Paesi dell’Unione europea inizierà nel corso dell’anno.
Il dispositivo elimina la necessità di ricostituire il vaccino prima della somministrazione, semplificando le procedure per il personale sanitario. Non sono previste modifiche alle indicazioni, al dosaggio né al profilo di sicurezza ed efficacia del vaccino. Finora Shingrix era distribuito in due flaconcini separati: uno contenente l’antigene in polvere liofilizzata e uno l’adiuvante liquido, da miscelare prima della somministrazione.
«Questa nuova presentazione di Shingrix è stata progettata per migliorare la facilità di somministrazione» ha dichiarato Tony Wood, Chief Scientific Officer di GSK.
Shingrix è autorizzato in Europa dal 2018 per la prevenzione dell’herpes zoster e della nevralgia post-erpetica negli adulti dai 50 anni, e dal 2020 anche negli adulti dai 18 anni con aumentato rischio di sviluppare la malattia.
Ogni anno il cosiddetto fuoco di Sant’Antonio colpisce circa 1,7 milioni di persone in Europa. La malattia è causata dalla riattivazione del virus della varicella-zoster, che rimane latente nell’organismo dopo l’infezione primaria. Il rischio aumenta con l’età e in presenza di patologie croniche come malattie cardiovascolari, diabete, Bpco, asma e insufficienza renale cronica. In circa il 30% dei casi, dopo la scomparsa dell’eruzione cutanea, i pazienti sviluppano una nevralgia post-erpetica, un dolore neuropatico che può durare mesi o anni.
Shingrix aiuta l’organismo a ricordare il virus che causa l’herpes zoster e questo aiuta il sistema immunitario a costruire una risposta immunitaria che rimane pronta a combattere il virus e protegge dal fuoco di Sant’Antonio e dalle sue complicazioni.







