Diabete, glifozine accessibili in farmacia con ricetta ripetibile: ecco perché è una novità importante

Diabete, gliflozine accessibili in farmacia con ricetta ripetibile: ecco perché è una novità importante

di Simona Regina
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Simona Regina

Perché ne stiamo parlando
Aboliti i Piani terapeutici per le gliflozine: saranno distribuite in farmacia con ricetta ripetibile. Ecco perché questo semplifica l’accesso ai farmaci, con benefici per pazienti, medici e Sistema sanitario nazionale.

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«Esprimo grande soddisfazione per la decisione Aifa di abolire i piani terapeutici per le gliflozine e di procedere con la distribuzione nelle farmacie». Così Manuela Bertaggia, presidente Fand – Associazione Italiana Diabetici, accoglie la notizia dell’Agenzia Italiana del Farmaco. Questi anti-diabetici di nuova generazione, utilizzati anche per il trattamento dello scompenso cardiaco congestizio e dell’insufficienza renale cronica, saranno rimborsati dal Servizio sanitario nazionale e acquistabili direttamente in farmacia, senza necessità del rinnovo dei piani terapeutici: basterà la ricetta ripetibile.

«Questa decisione – puntualizza Bertaggi – viene, da un lato, incontro alle persone con diabete e alle loro famiglie, soprattutto quelle che vivono nelle aree interne, lontano dalle città, perché facilità l’accesso a questi farmaci. Dall’altro, rispecchia la visione che Fand sempre caldeggia: ossia la semplificazione dei percorsi per una malattia di per sé già complessa. Semplificazione per i cittadini che ne soffrono, semplificazione per i familiari e i professionisti della salute che se ne prendono cura».

La distribuzione sul territorio è una buona notizia per i pazienti: chiosa la Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani (FOFI). «Avvicinare il farmaco al cittadino va nella direzione di rafforzare la prossimità dell’assistenza e della cura per una sanità più accessibile, equa e aderente ai bisogni delle persone». E la FOFI, si legge in una nota, da sempre sostiene l’opportunità di riportare sul territorio i farmaci che non sono riservati all’uso ospedaliero, con l’obiettivo di ridurre i costi sociali a carico di pazienti e caregiver e valorizzare la professionalità di medici e farmacisti nell’accompagnare il paziente cronico nel percorso di cura.

«Ringraziamo il ministro della Salute Orazio Schillaci e il sottosegretario Marcello Gemmato, per aver sostenuto la riforma del sistema distributivo dei farmaci introdotta con la Legge di Bilancio 2024, e per l’attenzione mostrata su un tema che impatta in maniera così rilevante sulla quotidianità di pazienti».

Farmaci, dunque, più vicini ai cittadini grazie alla nuova distribuzione nelle farmacie territoriali. «Un importante passo avanti, in particolare per pazienti cronici e anziani», puntualizza Gemmato che sottolinea come la rimozione dei piani terapeutici avrà un impatto positivo sulla riduzione delle liste d’attesa e sul carico burocratico dei medici.

Il passaggio delle gliflozine dalla distribuzione diretta alla dispensazione in farmacia si pone in linea con la scelta adottata a marzo 2024 per le gliptine (altra classe di farmaci antidiabetici orali), osserva Federfarma, che in merito all’abolizione della redazione del piano terapeutico da parte dello specialista, finora necessario per ottenere questi farmaci, evidenzia i benefici per milioni di pazienti in termini di accesso alle cure.

«È evidente che il venire meno di questo adempimento burocratico contribuirà a ridurre i tempi delle liste di attesa, che sono una delle principali criticità del nostro Servizio Sanitario Nazionale. Inoltre, la dispensazione in farmacia consente anche un puntuale monitoraggio dell’aderenza alla terapia, con evidenti vantaggi non solo in termini di salute per il paziente, ma anche di minori costi per il Servizio sanitario nazionale» commenta il presidente di Federfarma Marco Cossolo.

Gliflozine: farmaci che controllano la glicemia e proteggono cuore e reni

Le gliflozine sono inibitori del co-trasportatore sodio-glucosio di tipo 2 (SGLT2) che agiscono a livello renale: bloccando l’azione di questa proteina (SGLT2) – che riassorbe il glucosio dalle urine quando il sangue viene filtrato nei reni – determinano una maggiore eliminazione dello zucchero attraverso l’urina, con conseguente riduzione della glicemia indipendente dall’insulina. Ma hanno importanti effetti extraglicemici. Parliamo cioè di farmaci che non solo controllano la glicemia, ma proteggono cuore e reni.

Hanno dimostrato infatti di ridurre significativamente il rischio di ospedalizzazione per scompenso cardiaco, di rallentare la progressione della malattia renale cronica e di abbassare la mortalità cardiovascolare (anche in pazienti senza diabete). Per questo, le gliflozine sono oggi fortemente consigliate non solo per migliorare il controllo glicemico, ma anche per la prevenzione di eventi cardiovascolari e la protezione della funzione renale.

«In Italia – spiega Riccardo Candido, presidente dell’Associazione Medici Diabetologi (AMD) – questi farmaci sono stati introdotti nel 2016 e hanno rivoluzionato il trattamento dei pazienti con diabete mellito. Ma non solo. Nascono infatti per abbassare la glicemia, facendo eliminare il glucosio attraverso le urine, senza dare ipoglicemie. Ma utilizzandoli, abbiamo riscontrato anche un effetto protettivo diretto nei confronti del cuore e dei reni.

Per questo, nel corso degli ultimi anni l’indicazione è stata estesa dal trattamento del diabete di tipo 2 al trattamento dello scompenso cardiaco e della malattia renale cronica, con prescrizione anche da parte dei colleghi cardiologi e nefrologi». Le gliflozine agiscono, cioè, su diverse cronicità, che frequentemente caratterizzano la persona con diabete.

«Come singoli professionisti e come società scientifiche in ambito diabetologico riconosciamo pertanto il valore di questa decisione e ringraziamo chi a livello politico e istituzionale ha reso possibile tutto questo».

Una scelta importante per pazienti, professionisti e sistema sanitario

L’abrogazione dei piani terapeutici, spiega Candido, è importante per le persone con diabete, «perché facilita il percorso di approvvigionamento del farmaco e quindi migliora l’aderenza alla terapia, evitando accessi impropri alle strutture di diabetologia, accessi cioè non legati a motivi strettamente clinici, ma solo per avere la prescrizione o il piano terapeutico». È importante per i professionisti, «perché li sgrava da una serie di attività burocratiche (compilazione di schede di valutazione e documenti) previste finora per la prescrizione di questi farmaci innovativi».

Ed è importante per il nostro sistema sanitario, «perché questi farmaci hanno dimostrato non solo un’efficacia nella cura del diabete, ma anche nel prevenire danni cardiovascolari e renali, riducendo le ospedalizzazioni legate a queste complicanze. Contribuiscono, quindi, alla sostenibilità del nostro Sistema sanitario nazionale».

La possibilità di acquistarli direttamente in farmacia, conclude Candido, contribuirà ad aumentare la tempestività delle cure e a ridurre le disuguaglianze nell’accesso. «Perché se per avere il farmaco serve un piano terapeutico della diabetologia, occorre entrare nelle liste d’attesa per le visite necessarie per la prescrizione. Inoltre, dato che la distribuzione di molti farmaci, soprattutto i più innovativi, viene regolata a livello regionale, ci sono inevitabilmente delle differenze tra una Regione e l’altra, che questa nuova modalità di dispensazione va a limitare».

Keypoints

  • Le gliflozine saranno disponibili in farmacia senza Piano terapeutico, con ricetta ripetibile.

  • La presidente FAND, Manuela Bertaggi, esprime soddisfazione per una scelta che semplifica la vita ai pazienti.

  • Riccardo Candido, presidente dell’Associazione Medici Diabetologi (AMD), sottolinea che le gliflozine migliorano l’aderenza alla terapia e riducono le ospedalizzazioni: proteggono cuore e reni, oltre a controllare la glicemia

  • Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani e Federfarma accolgono positivamente la riforma, che valorizza la prossimità dell’assistenza.

  • La nuova modalità di dispensazione favorisce equità di accesso e riduce le liste d’attesa.

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