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In occasione della Giornata mondiale del sonno, che si celebra il 13 marzo, le istituzioni italiane pongono l’attenzione su un problema che riguarda milioni di cittadini e cittadine. È stato infatti annunciato il nuovo Gruppo di lavoro su insonnia e disturbi del sonno, nato all’interno dell’Intergruppo parlamentare per le neuroscienze e l’Alzheimer. L’iniziativa è promossa dall’onorevole Annarita Patriarca e dalla senatrice Beatrice Lorenzin.
I numeri dell’insonnia in Italia
L’insonnia cronica colpisce circa 13,4 milioni di persone in Italia, con una prevalenza femminile che oscilla tra il 60% e il 70% dei casi. Nonostante la diffusione, si tratta di una condizione sottodiagnosticata, comunica il Gruppo di lavoro in una nota: solo il 40% dei pazienti riceve una diagnosi corretta e appena il 21% ottiene un trattamento.
La mancanza di riposo ha conseguenze sulla salute mentale e fisica, aumentando il rischio di malattie cardiovascolari, diabete e patologie neurodegenerative. I sintomi, che includono difficoltà ad addormentarsi o risvegli frequenti per almeno tre notti a settimana, causano stanchezza, irritabilità e scarsa concentrazione durante il giorno.
L’impatto economico e sociale
I disturbi del sonno rappresentano un costo elevato per la collettività. Si stima che l’impatto economico sia di circa 14 miliardi di euro l’anno, pari allo 0,74% del PIL. Questa cifra comprende costi diretti, come farmaci e visite mediche, e costi indiretti legati all’assenteismo sul lavoro, alla perdita di produttività e agli incidenti stradali o domestici.
L’innovazione nelle politiche sanitarie
L’aspetto innovativo della proposta risiede nel voler trasformare l’approccio normativo a tutela delle persone che convivono con i disturbi del sonno. L’obiettivo è il riconoscimento dell’insonnia cronica come patologia autonoma e indipendente, «seguendo l’esempio di altri paesi europei dove i trattamenti sono già rimborsati» osserva Patriarca.
Il Gruppo di lavoro, supportato da un comitato scientifico (composto da Andrea Fiorillo, Claudio Mencacci, Giuseppe Plazzi, Alessandro Rossi, Antonio Vita, Lino Nobili, Marco Rolandi e Mario Zappia), sta elaborando un “Policy Paper”. Questo documento, che sarà presentato il 14 aprile, servirà a definire percorsi di assistenza personalizzati e multidisciplinari per i pazienti.
«Risulta fondamentale che gli esponenti istituzionali riconoscano per primi l’insonnia cronica come una patologia a sé stante. È necessario che si mettano a terra azioni concrete per l’attivazione di percorsi di assistenza personalizzati e continuativi, per la presa in carico consapevole e multidisciplinare, prevedendo sia un accesso più efficiente e appropriato ai trattamenti sia un riconoscimento giuridico a livello nazionale e regionale, affinché la richiesta di assistenza venga accolta e gestita in modo efficace» aggiunge Patriarca, sottolineando la necessità di una proposta di legge specifica.
«Il tema del sonno riguarda direttamente la qualità delle nostre politiche pubbliche. Non è solo una questione sanitaria, ma un fattore strategico che incide sull’efficienza dei servizi, sulla tenuta del sistema produttivo e, soprattutto, sulla sicurezza delle persone. Le ipersonnie, la sindrome delle apnee in sonno e l’insonnia cronica vanno riconosciute perché rappresentano patologie oggi trattabili con potenziale abbattimento delle gravi comorbilità» puntalizza Lorenzin, evidenziando l’importanza della qualità del sonno per la sicurezza pubblica. «È giunto il momento di dare un riconoscimento giuridico a queste patologie».


