Lombardia: approvato il primo progetto di legge regionale sull'intelligenza artificiale (ai)

Lombardia: il progetto di legge sull’intelligenza artificiale per un ecosistema innovativo che coinvolga PA, ricerca e formazione

di Tiziana Tripepi
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Tiziana Tripepi

Perché ne stiamo parlando
La Giunta regionale ha approvato un progetto di legge per lo sviluppo sostenibile dell’intelligenza artificiale. Il focus è su imprese, pubbliche amministrazioni e giovani. La proposta arriva da Alessandro Fermi, assessore all’Università, ricerca, innovazione, e riguarderà anche le scienze della vita.

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Da una parte, liberare capitale umano da attività logoranti e ripetitive per aumentare la produttività delle imprese. Dall’altra, stimolare un utilizzo consapevole di questo strumento da parte dei giovani durante il loro percorso scolastico. Questi i due ambiti in cui si propone di operare il progetto di legge “Disposizioni in materia di ricerca, innovazione e intelligenza artificiale per lo sviluppo sostenibile”, approvato il 2 marzo dalla Giunta regionale della Lombardia su proposta di Alessandro Fermi, assessore all’Università, ricerca, innovazione.

Il progetto di legge prevede disposizioni per promuovere, diffondere e monitorare l’adozione e l’applicazione di sistemi e di modelli di intelligenza artificiale sul territorio regionale, al fine di migliorare la qualità della vita dei cittadini, incrementare la competitività delle imprese e favorire l’innovazione tecnologica. Un quadro legislativo per governare l’IA, un’architettura istituzionale per non limitarsi a finanziare progetti isolati ma colmare il gap strutturale nell’utilizzo di sistemi innovativi che possono snellire i processi burocratici, migliorare i servizi, accelerare la ricerca.

Lombardia: l’IA è utilizzata poco dalle Pmi e dalle amministrazioni pubbliche

«Tutto è partito dagli Stati generali dell’intelligenza artificiale tenutisi a luglio 2024 a Palazzo Lombardia» spiega Fermi. «Da quel momento ho pensato che dovevamo affrontare l’argomento, ma dovevamo procedere con cautela: il timore quando si introducono norme nel campo dell’innovazione è che si rallenti un processo che ha necessità di andare avanti velocemente. Così abbiamo deciso di realizzare una “fotografia” dello stato attuale dell’uso dell’IA nella nostra regione».

Lo studio è durato un anno e mezzo, ed è emerso è che l’intelligenza artificiale se è utilizzata in maniera importante dalle grandi imprese, lo è solo parzialmente dalle medie, e poco o niente dalle piccole – come per esempio quelle del settore artigianale e commerciale – e dalle amministrazioni pubbliche.

«Da qui l’idea di creare un quadro normativo che stimolasse una diffusione consapevole e utile dell’intelligenza artificiale, con un’attenzione particolare a quei soggetti che fanno più fatica a utilizzarla. Tra questi non c’è solo il mondo economico ma anche quello della PA, perché un conto è parlare del Comune di Milano, un altro di tutti quei piccoli Comuni spesso sotto i 15mila abitanti con personale ridotto, che da soli fanno più fatica a utilizzare questo strumento».

Uno sguardo alla produttività, l’altro alla formazione dei giovani

Il primo ambito della proposta di legge è dunque quello che riguarda imprese e pubbliche amministrazioni. «L’obiettivo è che l’intelligenza artificiale sia utilizzata per liberare il capitale umano da mansioni ripetitive, logoranti, per destinarlo su altre più stimolanti, al fine di aumentare la produttività. Ed è questa secondo me la vera sfida di questa tecnologia». Ma c’è un altro ambito, che riguarda invece un aspetto sociale, quello della formazione scolastica. «I ragazzi utilizzano ormai l’IA per rendere lo studio più veloce e agevole, per svolgere compiti ed esercizi. Ma un utilizzo non consapevole può essere un rischio, e su questo dobbiamo mettere un campanello di allarme e dare un indirizzo. L’intelligenza artificiale non deve sostituire il ragionamento, lo sforzo, la fatica, che è necessario affrontare durante la crescita scolastica. È anche qui che noi amministratori abbiamo il dovere di intervenire».

Due organi: Comitato scientifico e Tavolo Tecnico Permanente

Il progetto di legge, che riprende e aggiorna la Legge regionale “Lombardia è Ricerca in vigore dal 2016, parla di “sviluppo etico e responsabile dell’intelligenza artificiale, nel rispetto della normativa europea e statale”, prevede una programmazione strategica triennale della ricerca e dell’innovazione e introduce due organismi: un Comitato scientifico e un Tavolo Tecnico Permanente. Questi i pilastri per accelerare i processi di sviluppo tecnologico e competitivo.

Il primo, composto da cinque esperti nell’ambito delle discipline scientifiche, sociali e umanistiche, elaborerà pareri e proposte per la redazione del programma strategico triennale e contribuirà ad alimentare il dibattito pubblico sull’impatto degli avanzamenti tecno-scientifici e dei fenomeni di innovazione sul tessuto socio-economico. Il secondo, che si riunirà almeno tre volte l’anno, è uno spazio di confronto che riunisce università, IRCCS, parchi e cluster tecnologici, sindacati e associazioni di categoria, per trasformare l’analisi dei dati in interventi concreti.

Un documento strategico chiamato “Carta regionale per lo Sviluppo dell’Intelligenza Artificiale” orienterà invece l’azione della Lombardia nella promozione di un ecosistema dell’intelligenza artificiale innovativo, responsabile e competitivo. La Carta punta a tre obiettivi chiave: rafforzare la collaborazione tra istituzioni, imprese, università, centri di ricerca; sostenere ricerca e sviluppo nel campo dell’intelligenza artificiale, valorizzando eccellenze e competenze presenti sul territorio; promuoverne un uso etico e sostenibile, garantendo il rispetto dei principi fondamentali e dei diritti delle persone.

«Il piano strategico, che indicherà opportunità e rischi di questa tecnologia, è un documento che sarà in continuo aggiornamento: l’IA non può essere cristallizzata», aggiunge Fermi.

All’interno del piano strategico un focus sulle scienze della vita

«L’impatto dell’intelligenza artificiale sulle scoperte scientifiche e sulle ricerche nel settore delle scienze della vita, nel campo per esempio delle malattie ancora non debellate, è straordinario e lo sarà sempre di più nei prossimi anni», continua l’assessore. «All’interno del piano strategico ci sarà sicuramente una parte dedicata al settore delle scienze della vita, con particolare attenzione al tema dei dati sanitari. L’impatto che l’IA potrà avere su questo settore dipenderà infatti  molto dalla quantità di dati sanitari che riusciremo a fornire, dobbiamo accelerarne la messa a disposizione. L’Italia, grazie al sistema universalistico, ha una quantità di dati sanitari altissima, è tra i paesi che ne ha di più al mondo».

Il dialogo tra imprese, istituzioni e centri di ricerca è molto migliorato. «Quello che ho notato negli ultimi quattro-cinque anni da assessore all’Università, ricerca, innovazione, è che c’è stata una grande apertura da parte delle università e dei centri di ricerca che ci sono al loro interno», puntualizza Fermi.

«Recentemente gli atenei lombardi hanno avuto la possibilità di partecipare a un bando per ricevere i fondi FESR per l’ammodernamento o la creazione di infrastrutture di ricerca (“Infrastrutture di Ricerca per il Trasferimento Tecnologico”). Tra i requisiti del bando abbiamo espressamente inserito che tutta la tecnologia che viene ammodernata nelle università sia messa a disposizione delle Pmi».

Il progetto di legge sull’intelligenza artificiale andrà ora in Commissione permanente e poi in Consiglio regionale ed entro l’estate dovrebbe essere approvato.

Keypoints

  • Il 2 marzo la Giunta regionale della Lombardia ha approvato un progetto di legge per lo sviluppo sostenibile dell’intelligenza artificiale
  • Il PdL mira a “promuovere, diffondere e monitorare l’adozione e l’applicazione di sistemi e di modelli di intelligenza artificiale sul territorio regionale, al fine di migliorare la qualità della vita dei cittadini, incrementare la competitività delle imprese e favorire l’innovazione tecnologica”
  • Due gli ambiti di intervento: da una parte imprese e pubbliche amministrazioni, dall’altra gli studenti. Nel primo caso l’obiettivo è promuovere la produttività, nel secondo responsabilizzarne l’uso
  • Il PdL prevede l’istituzione di due organi: un Comitato scientifico e un Tavolo Tecnico Permanente, e la stesura di un documento strategico, la “Carta regionale per lo Sviluppo dell’Intelligenza Artificiale”, che orienta l’azione di promozione di un ecosistema innovativo, responsabile e competitivo
  • All’interno del piano strategico ci sarà una parte dedicata al settore delle scienze della vita, con particolare attenzione al tema dei dati sanitari.

 

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