|
Getting your Trinity Audio player ready... |
Semaforo verde al Pronto soccorso per ChatGPT? Forse. Nelle scorse settimane, questa piattaforma di intelligenza artificiale ha “indossato” il camice per qualche settimana, calandosi nei panni di un medico del reparto di medicina d’urgenza. È stato in grado di suggerire probabili diagnosi per i pazienti che si trovavano nei reparti di medicina d’urgenza. Questo il tema centrale dello studio condotto da due medici: Hidde ten Berg, del dipartimento di medicina d’urgenza, e Steef Kurstjens, del dipartimento di chimica clinica ed ematologia, entrambi dell’ospedale Jeroen Bosch, ‘s-Hertogenbosch (Paesi Bassi). Ten Berg ha spiegato che, come molte persone, anche loro hanno provato ChatGPT e sono rimasti incuriositi nel vedere come ha funzionato bene per esaminare alcuni casi diagnostici complessi. «Pertanto – ha aggiunto – abbiamo avviato uno studio per valutare il funzionamento del chatbot rispetto ai medici con una raccolta di casi di medicina d’urgenza derivanti dalla pratica quotidiana». Dello studio ne abbiamo parlato con Steef Kurstjens.
Come è nato il lavoro di ricerca?
«L’idea mi è nata durante il solito briefing quotidiano nel reparto di Medicina interna mentre parlavo con un paziente. Questo presentava sintomi complessi, che in seguito sembravano essere causati dalla Sindrome Serotoninergica, a causa di un’interazione farmacologica. Ha preso sia gli inibitori selettivi della ricaptazione di serotonina sia la metoclopramide, che portano alla sindrome serotoninergica. Chiedendo a ChatGPT informazioni su questo caso, l’Intelligenza Artificiale ha immediatamente formulato la diagnosi corretta e ha persino menzionato l’uso di inibitori selettivi della ricaptazione di serotonina e metoclopramide come causa di questi sintomi. Allora ho pensato: se ChatGPT può risolvere questo paziente difficile, potrebbe essere una buona idea testarlo sui pazienti di routine del pronto soccorso. Pertanto, ho contattato i medici del Pronto soccorso e della Medicina interna per avviare uno studio».
Quanto è durato e quali risultati avete raggiunto?
«L’intero studio è durato circa 1-2 mesi. Abbiamo dimostrato che ChatGPT ha il potenziale per suggerire le diagnosi corrette sulla base delle note fatte dai medici del Pronto soccorso. Potrebbe, in teoria, essere utilizzato per “pensare insieme” ai medici e suggerire idee che forse non erano ancora state prese in considerazione dai professionisti. Abbiamo inserito le note dei medici sui segni, sintomi ed esami fisici dei pazienti in due versioni di ChatGPT (la versione 3.5 gratuita e la versione 4.0 per abbonati). Abbiamo anche fornito al chatbot i risultati dei test di laboratorio, come le analisi del sangue e delle urine. Per ciascun caso, abbiamo confrontato la lista delle probabili diagnosi generata dal chatbot con la lista stilata dai medici di medicina d’urgenza e con la diagnosi corretta del paziente. Abbiamo riscontrato un’ampia sovrapposizione (circa il 60%) tra le liste dei candidati generate da ChatGPT e i medici. Questi avevano la diagnosi corretta tra le prime cinque diagnosi probabili nell’87% dei casi, rispetto al 97% per ChatGPT versione 3.5 e all’87% per la versione 4.0».
Intelligenza artificiale e medicina: che rapporto avranno in futuro?
«Più dati vengono prodotti, maggiore sarà il ruolo che l’intelligenza artificiale svolgerà nella diagnostica futura. L’AI in generale verrà utilizzata per utilizzare questi dati per prevedere la malattia o la prognosi. Parlando più nello specifico dei modelli linguistici di grandi dimensioni: ogni giorno vengono pubblicati più articoli di ricerca di quanti una persona potrebbe leggerne in una vita. Ci sono troppe informazioni su internet per essere elaborate dagli esseri umani. Gli LLM (modelli linguistici di grandi dimensioni) potrebbero fornire uno “strumento” per elaborare questa montagna di dati scientifici».
Quali sono i prossimi obiettivi?
«Gli studi futuri dovrebbero concentrarsi su studi prospettici e indagare se l’utilizzo di ChatGPT/LLM nella cura dei pazienti porterà effettivamente a risultati migliori per i pazienti e diagnosi più accurate e rapide. Tuttavia, prima di utilizzare i LLM nella cura dei pazienti, è necessario considerare i problemi etici e di privacy. Penso che l’attenzione dell’Europa sia principalmente sulla regolamentazione, laddove l’UE dovrebbe concentrarsi sul corretto equilibrio tra innovazione e sicurezza del paziente».
AI, Big data e robotica in Olanda: quali scenari futuri?
«Soprattutto nei campi della radiologia e della patologia, l’intelligenza artificiale inizierà a svolgere un ruolo enorme. In molti studi è già stato dimostrato che i modelli di intelligenza artificiale in questi campi hanno il potenziale per superare gli specialisti e portare a meno casi persi in alcune malattie. Attualmente, però, tutti questi strumenti sono meramente “integrativi”/di “supporto” e non sostituiscono il lavoro e la responsabilità degli specialisti».
Il volume e la complessità dei dati che riguardano la medicina moderna, insieme al rapido ritmo dei progressi nel settore sanitario, rappresentano un’importante sfida per i medici del futuro, che non bisognerà lasciarsi sfuggire.


