Golgenia, startup biotecnologica con sede a Milano, collabora con l’Istituto Nazionale Tumori Regina Elena per sviluppare nuove strategie terapeutiche che contrastino la resistenza alla chemioterapia. In alcuni casi, le cellule tumorali sviluppano la capacità di resistere ai farmaci, riducendo progressivamente l’efficacia delle terapie. Comprendere questo fenomeno e individuare nuove strategie per superarlo è una delle sfide più importanti della ricerca oncologica. L’obiettivo della collaborazione è indagare la biologia del cancro e in particolare quello che accade all’interno del Golgi, una piccola “fabbrica” presente in ogni cellula che si occupa di modificare e smistare le molecole prodotte. Quando questi processi si alterano, possono comparire molecole difettose che favoriscono la crescita del tumore e lo aiutano a resistere ai farmaci.
Golgenia è impegnata a identificare le proteine responsabili di queste alterazioni, i cosiddetti glyco-oncogenes, per sviluppare molecole in grado di bloccarne l’azione. L’obiettivo è duplice: contrastare la crescita tumorale e restituire alle cellule malate la sensibilità alla chemioterapia, per aprire la strada a cure più efficaci per i pazienti che oggi rispondono poco ai trattamenti disponibili.
«Il Golgi custodisce ancora molti segreti della biologia del cancro, i nostri studi hanno permesso di individuare i glyco-oncogenes e di sviluppare molecole in grado di colpirli» spiega Alberto Luini, Chief Scientific Officer di Golgenia. «Il punto di forza di Golgenia è unire una ricerca di base rigorosa a una forte vocazione applicativa: collaborare con un centro di eccellenza come l’IRE ci permette di validare le nostre molecole su modelli sempre più vicini al paziente, con l’obiettivo di trasformare questa scoperta in una terapia reale».
