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Se per Nature il piccolo KJ Muldoon è tra le persone che hanno segnato il 2025, per Science la terapia che è stata messa a punto su misura per lui è una delle scoperte dell’anno: potrebbe aprire la strada a trattamenti customizzati per persone con mutazioni rare o ultrarare.
Poco dopo la nascita, a KJ è stata diagnosticata una grave forma di deficit di carbamil-fosfato sintetasi 1, rara e grave malattia metabolica. Con una tecnica basata su CRISPR, come illustrato in uno studio pubblicato su The New England Journal of Medicine, il team del Children’s Hospital of Philadelphia ha corretto una singola mutazione (un singolo errore di “scrittura” nel gene CSP1 difettoso che causa l’accumulo di ammoniaca nel sangue e nel cervello) e dopo tre infusioni di nanoparticelle lipidiche – usate per veicolare le istruzioni corrette – i livelli di ammoniaca si sono ridotti.
L’intento del team è trattare altri disturbi metabolici simili causati da altri difetti genetici e la FDA ha stabilito che i trattamenti potranno essere testati in un unico trial clinico per accelerare l’accesso alle cure. La sfida: progettare terapie personalizzate in tempi compatibili con l’urgenza clinica.
Nuovi antibiotici contro la gonorrea resistente
Dopo decenni di stallo, anche la messa a punto di nuovi antibiotici per la gonorrea è una Breakthrough of the Year per Science: rappresenta una boccata d’ossigeno in un campo in cui la resistenza batterica avanza più velocemente dell’innovazione farmacologica. La FDA ha appena approvato due antibiotici – gepotidacina e zoliflodacina – per il trattamento di questa malattia sessualmente trasmissibile che colpisce oltre 80 milioni di persone ogni anno e può causare gravi complicanze: infertilità, aumenta il rischio di infezione da HIV…
Questi farmaci sono somministrabili per via orale e sostituiscono i trattamenti precedenti verso i quali il batterio responsabile Neisseria gonorrhoeae ha sviluppato resistenza. Ma, come ribadisce Science, la ricerca di nuovi antibiotici non si deve fermare.
Mitocondri, cancro, intelligenza artificiale e xenotrapianti
I tumori riescono a “persuadere” diversi tipi di cellule dell’organismo ad aiutarli per crescere e diffondersi, compresi i neuroni. Science annovera tra le scoperte dell’anno il lavoro del team coordinato dall’University of South Alabama che ha scoperto che le cellule nervose aiutano la proliferazione tumorale e la diffusione in altri organi trasferendo mitocondri, gli organelli che forniscono la maggior parte dell’energia alle cellule. È ancora ricerca di base, ma segna un passo avanti nella comprensione del microambiente tumorale e apre nuove ipotesi terapeutiche: se si riuscisse a bloccare questo trasferimento, potenzialmente si potrebbe rallentare la diffusione del cancro, la formazione di metastasi.
Degni di nota anche i progressi negli xenotrapianti. Organi di animali geneticamente modificati da trapiantare in pazienti umani per sopperire alla carenza di organi e donatori. Non si parla ancora di sopravvivenza a lungo termine, ma per esempio un rene di maiale ha funzionato per quasi nove mesi in un paziente statunitense. Ancora aperta la sfida di impedire le crisi di rigetto. Ma intanto la FDA ha concesso l’autorizzazione per i primi trial clinici.
Un encomio anche all’intelligenza artificiale che ormai in modi diversi trova applicazione nella ricerca e sta assumendo un ruolo di primo piano in molti ambiti, biologia e chimica comprese, accelerando esperimenti che avrebbero richiesto mesi o anni, come il riposizionamento dei farmaci.
Il lato oscuro della scienza nel 2025
Ai successi, Science però affianca anche alcune criticità, segnali di fragilità del sistema della ricerca: tensioni politiche, tagli ai finanziamenti, crisi nella cooperazione internazionale e problemi relativi alla qualità della letteratura scientifica.
Non bene per esempio sul fronte della trasparenza nel campo dell’editoria accademica e di un mercato sottotraccia di articoli fasulli. Science rileva un aumento di articoli scientifici falsi prodotti da paper mills (i fabbricanti di manoscritti fraudolenti) e anche dell’uso non dichiarato dell’intelligenza artificiale generativa per scrivere pubblicazioni. L’American Association for Cancer Research ha rilevato per esempio che, nelle dieci riviste che pubblica, gli autori che utilizzano l’IA sono quattro volte più numerosi di quelli che lo ammettono. Sotto accusa anche l’uso improprio di set di dati sanitari pubblici – in combinazione con l’IA – per generare articoli di bassa qualità o privi di reale validità scientifica.
Ma in primis, tra le breakdowns, Science segnala l’effetto Trump sulla ricerca scientifica negli Stati Uniti. Dal 20 gennaio il presidente ha “riscritto le regole” che definiscono i rapporti tra il governo e il mondo della ricerca. L’ormai defunto dipartimento per l’efficienza governativa (DOGE), che era guidato da Elon Musk, ha portato alla cancellazione di migliaia di progetti finanziati dai National Institutes of Health (NIH) e dalla National Science Foundation (NSF). I tagli hanno riguardato ricerche sulla crisi climatica, diversità, equità e inclusione, ecc. Migliaia di dipendenti delle agenzie federali sono stati licenziati o hanno lasciato il lavoro.
Alla nomina di Robert F. Kennedy Jr. quale segretario della salute è seguita la rimozione di dirigenti di FDA, CDC e NIH. E alla validità scientifica, quale criterio di selezione dei progetti di ricerca da parte del NIH sembra prevalere l’ideologia, denuncia Science. Inoltre, il governo ha congelato i fondi per alcune università, tra cui Harvard, e le politiche migratorie hanno causato una riduzione di studenti e studentesse provenienti dal resto del mondo.
Le ripercussioni delle scelte di Trump sulla salute globale
Ma l’impatto delle politiche di Trump hanno ripercussioni globali. Il congelamento di 10 miliardi di dollari di aiuti esteri da parte degli Stati Uniti ha segnato una brutta battuta d’arresto per le organizzazioni impegnate nel contrastare la malnutrizione e favorire l’accesso ai farmaci. Il drastico ridimensionamento degli aiuti internazionali ha colpito duramente programmi di prevenzione e cura per HIV, malaria e tubercolosi. E l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) deve far fronte a un non indolore ridimensionamento con l’uscita degli Stati Uniti dall’agenzia ONU che si occupa di salute.
Foto: credits Children’s Hospital of Philadelphia


