|
Getting your Trinity Audio player ready... |
«Con questa iniziativa l’Agenzia intende rafforzare la corretta informazione per cittadini e operatori sanitari, sostenere la farmacovigilanza e contribuire alla tutela della salute pubblica, favorendo un accesso responsabile a terapie innovative di crescente rilevanza clinica. I farmaci sono uno strumento prezioso, ma non vanno mai intesi come scorciatoie prive di rischi a un corretto stile di vita».
Con queste parole il presidente dell’AIFA Robert Nisticò presenta il nuovo documento dedicato ai farmaci GLP-1 e GIP/GLP-1, che hanno modificato la gestione clinica del diabete di tipo 2 e dell’obesità. «La guida AIFA è anche un’occasione per sottolineare ancora una volta che la salute dipende anche e soprattutto da prevenzione e comportamenti consapevoli».
Obiettivi della guida
La guida AIFA per un uso consapevole dei nuovi farmaci per diabete e obesità risponde alla necessità di gestire adeguatamente il 5% della popolazione adulta che, in Italia, convive con il diabete e il 43% in sovrappeso (il 71% dei pazienti diabetici è sovrappeso).
E intende «promuovere un impiego appropriato, sicuro e basato su evidenze scientifiche» delle innovazioni terapeutiche, la cui diffusione – aggiunge il direttore tecnico scientifico dell’Agenzia, Pierluigi Russo – è in aumento.
Meccanismi biologici delle nuove terapie
Questi medicinali agiscono imitando l’azione degli ormoni incretinici prodotti naturalmente dall’intestino. Parliamo dei farmaci analoghi del GLP-1 (liraglutide, dulaglutide e semaglutide) e degli agonisti del recettore GLP-1 (exenatide) e dei recettori GIP/GLP-1 (tirzepatide).

Le molecole ripristinano segnali biologici alterati agendo su tre livelli principali. Ottimizzano la produzione di insulina da parte del pancreas in risposta al cibo, rallentano fisicamente lo svuotamento dello stomaco e inviano segnali al sistema nervoso centrale per regolare il senso di sazietà. Questa azione coordinata permette ai pazienti di ridurre l’assunzione di cibo e di ottenere un controllo migliore della glicemia e del peso corporeo.
Integrazione con lo stile di vita
L’efficacia del trattamento farmacologico è condizionata però dall’adozione di una strategia clinica integrata. È opportuno cioè che l’uso di queste molecole avvenga in combinazione a una dieta ipocalorica personalizzata e a un esercizio fisico costante. Altrimenti, la sospensione della terapia – senza un consolidato cambiamento delle abitudini quotidiane – comporta la scomparsa degli effetti di controllo dell’appetito e il conseguente recupero del peso perso.
Senza un cambiamento degli stili di vita, infatti, la sospensione del farmaco porta al cosiddetto “effetto rebound” o yo-yo: all’immediato recupero del peso corporeo a causa della scomparsa dei segnali biologici di sazietà inviati al cervello. Poiché, come detto, l’efficacia di questi farmaci si basa sulla regolazione dell’appetito e del senso di sazietà a livello del sistema nervoso centrale.
Ecco perché si raccomanda la supervisione medica per trasformare la gestione del metabolismo in un risultato duraturo (ne abbiamo parlato qui illustrando lo studio del San Raffaele e della startup Robin Health).
Molecole disponibili e regime di accesso
In Italia per il trattamento del diabete di tipo 2 sono disponibili semaglutide, liraglutide, dulaglutide, exenatide e tirzepatide. Questi farmaci sono rimborsati dal Servizio sanitario nazionale e richiedono la prescrizione del medico di medicina generale o dello specialista. Per la gestione del peso in persone con obesità o sovrappeso ma con almeno un’altra condizione di rischio associata, sono indicati semaglutide, liraglutide e tirzepatide. In questo secondo caso il costo è a totale carico del cittadino e la vendita avviene dietro presentazione di ricetta medica ripetibile.
L’andamento nel canale rimborsato e degli acquisti privati
Come documenta AIFA, l’uso di questi farmaci – tra il 2020 e il 2024 – è aumentato: sia quelli rimborsati dal Servizio sanitario nazionale sia quelli a carico dei cittadini.
A farla da padrone semaglutide, che ha mostrato la crescita più rapida, passando da circa 322 mila confezioni rimborsate nel 2020 a oltre 4 milioni nel 2024, con un incremento del 48,9% solo nell’ultimo anno osservato.
In crescita anche il mercato degli acquisti privati. Le confezioni di semaglutide acquistate privatamente sono passate da 29,7 mila nel 2020 a oltre 326 mila nel 2024, segnando un +78,4% rispetto al 2023. Tirzepatide ha superato le 30 mila confezioni già al suo primo anno di commercializzazione.
Un dato significativo riguarda l’uso: nel 2024 si è registrato un incremento del 142,8% per i farmaci specificamente autorizzati per la gestione del peso, accompagnato da una contrazione di quelli privi di questa specifica indicazione, suggerendo un impiego più appropriato rispetto al passato.
Sicurezza e vigilanza contro gli usi impropri
In merito al profilo di sicurezza di questi farmaci, le reazioni avverse più comuni riguardano disturbi gastrointestinali quali nausea, diarrea e vomito, che si manifestano frequentemente nelle fasi iniziali del trattamento e via via che si aumenta la dose. Sono stati segnalati eventi meno comuni ma rilevanti come la pancreatite acuta e, raramente, la neuropatia ottica ischemica anteriore non arteritica, che richiedono l’interruzione del trattamento. Da non sottovalutare, inoltre, le interazioni farmacologiche: l’uso concomitante con insulina o altri antidiabetici aumenta il rischio di ipoglicemia.
No al fai da te. L’assunzione indiscriminata per finalità estetiche o senza controllo clinico espone le persone a rischi sanitari e può causare carenze di medicinali sottraendo cure essenziali ai pazienti diabetici, evidenzia AIFA, che ne raccomanda l’acquisto esclusivamente in farmacia dietro presentazione di ricetta medica, perchè il commercio online di farmaci soggetti a prescrizione è illegale e i prodotti venduti sul web possono essere contraffatti o conservati in modo inadeguato, mettendo a rischio la salute.
Foto: Adobe Stock


