Farmindustria, Marcello Cattani confermato alla presidenza per il biennio 2026-2028

Dazi USA: una zavorra per il settore farmaceutico italiano, ma c’รจ fiducia per i negoziati politici

di Simona Regina
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Simona Regina

Perchรฉ ne stiamo parlando
I dazi USA minacciano il settore farmaceutico italiano ed europeo, ma Farmindustria resta fiduciosa nei negoziati politici.

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I dazi annunciati dal presidente USA Donald Trump rischiano di essere una zavorra per il settore farmaceutico italiano. Perchรฉ per la nostra industria del pharma, che nel 2024 ha registrato una produzione di oltre 56 miliardi di euro, con esportazioni che hanno raggiunto i 54 miliardi di euro, gli Stati Uniti rappresentano il secondo mercato di destinazione.

E cosรฌ il miracolo dellโ€™export rischia di trasformarsi in una crisi strutturale. I settori piรน esposti sono infatti proprio quelli che hanno esportato di piรน e sono, secondo unโ€™analisi di Confindustria, bevande (39%), autoveicoli e altri mezzi di trasporto (30,7% e 34,0%, rispettivamente) e farmaceutica (30,7%).

Farmindustria: fiducia nei negoziati

Pragmatismo e fiducia esprime, perรฒ, Marcello Cattani, presidente di Farmindustria, sottolineando che i dazi non minacciano solo l’industria farmaceutica italiana, ma anche la salute della popolazione statunitense.

ยซSiamo fiduciosi che la negoziazione politica del Governo italiano e della Commissione europea possa portare a un esito positivo per i farmaci, escludendoli dai dazi, perchรฉ sono un bene primario che incide sulla salute dei cittadini americani e i primi a farne le spese sarebbero proprio i cittadini americani, con una riduzione di disponibilitร  di farmaci e aumento dei costiยป.

Ha evidenziato, infatti, che l’Italia esporta annualmente 11 miliardi di farmaci verso gli USA, e ยซnon ci sono Paesi che possano fornire farmaci in tempo zero e di valore innovativo come quelli made in Italyยป. E, anche volendo aumentare lโ€™autonomia strategica americana, potenziare la capacitร  produttiva interna richiede anni, mentre i cittadini hanno bisogno di farmaci subito, tutti i giorni. Quindi, ha sottolineato Cattani, non cโ€™รจ alcun interesse a porre in essere dazi e controdazi: ยซguardiamo al futuro quindi con sano pragmatismo, perchรฉ รจ impensabile che gli Stati Uniti possano switchare 11 miliardi di farmaci da altri paesi. Quindi, il Governo ha una leva politica molto forteยป.

Anche perchรฉ, il tutto si ripercuoterebbe in un incremento immediato della capacitร  di attrarre investimenti e fare innovazione della Cina, e questo, ha puntualizzato Cattani, durante il convegno dedicato all’industria farmaceutica in occasione della giornata del Made in Italy, non รจ in linea con la strategia degli USA: ยซsiamo quindi confidenti nella negoziazione politicaยป.

Dalla guerra tariffaria alla capacitร  di attrarre investimenti e cervelli

E, come osserva anche Confindustria, i solidi legami produttivi tra le due sponde dellโ€™Atlantico potrebbero essere un deterrente alla rincorsa tariffaria. Basti pensare ai vaccini per il Covid: ยซsono nati dal cervello europeo e dalla capacitร  di fare industria americanaยป ha sottolineato Cattani che,ย sempre con pragmatismo, ha detto: ยซil dazio puรฒ essere un problema, ma anche una grande opportunitร : l’occasione, cioรจ, per fare il salto definitivo nella capacitร  di riattrarre investimenti e cervelliยป ricordando che il mondo farmaceuticoย รจ il settore con piรน alto ritorno sullโ€™investimento, indice di competitivitร  e valore aggiunto per singolo dipendente.

ยซLโ€™azione della politica europea deve essere forteยป e, come ha sottolineato Alessandro Chiesi, presidente del Gruppo Chiesi, ยซin un momento di grandi turbolenze geopolitiche, in cui รจ in gioco il futuro della competitivitร  dellโ€™Italia e dellโ€™Europa, ci vuole visione, determinazione e gioco di squadraยป.

 

Foto: Formiche.net

Keypoints

  • Gli USA sono il secondo mercato per il pharma italiano.

  • I dazi potrebbero trasformare il boom dellโ€™export in una crisi strutturale.

  • Ma con nessun Paese, dice Marcello Cattani, gli Stati Uniti possono rimpiazzare velocemente gli 11 miliardi di farmaci made in Italy.

  • Il Governo italiano ha una leva politica forte nei negoziati sui dazi.

  • Farmindustria guarda ai dazi con fiducia e pragmatismo: sono un’opportunitร  per riattrarre investimenti e talenti.

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