Il piano di France Biotech per accelerare l'innovazione in sanità

Il piano di France Biotech per accelerare l’innovazione in sanità

di Simona Regina
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Simona Regina

Perché ne stiamo parlando
Anche la Francia fatica a trasformare le scoperte scientifiche in successi industriali, registra un calo della produzione farmaceutica e dei trial clinici. Il piano di France Biotech mira a velocizzare il trasferimento tecnologico, ottimizzare il supporto alle startup e semplificare l’accesso dei pazienti alle cure innovative.

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È strutturato attorno a 11 proposte il Piano di accelerazione dell’innovazione in sanità di France Biotech che suona come un appello urgente affinché l’innovazione medica diventi una priorità politica ed economica in vista delle prossime sfide elettorali.

France Biotech è un’associazione fondata nel 1997 che riunisce imprenditori e imprenditrici HealthTech: un attore chiave dell’ecosistema dell’innovazione sanitaria in Francia e un interlocutore privilegiato delle autorità pubbliche. Supporta la crescita delle startup e Pmi della filiera e, attraverso le proprie commissioni e gruppi di lavoro, affronta le sfide del settore relative a finanziamento delle imprese, questioni regolatorie, sviluppo industriale, fiscalità dell’innovazione.

L’associazione ha scelto la vigilia dei dibattiti sul bilancio e dell’avvio della campagna per le elezioni presidenziali del 2027 per presentare una strategia che offre spunti per l’intero panorama europeo, Italia compresa.

Obiettivo del Plan d’Accélération de l’Innovation en Santé, presentato pochi giorni fa, è velocizzare il trasferimento tecnologico, ottimizzare il supporto alle startup e semplificare l’accesso dei pazienti alle cure innovative, trasformando l’eccellenza scientifica francese in valore economico, industriale e clinico.

L’ecosistema HealthTech francese

France Biotech parte da queste premesse. La ricerca pubblica francese è particolarmente dinamica e riconosciuta a livello internazionale. L’ecosistema HealthTech conta quasi 2.800 imprese, rappresenta 80mila posti di lavoro diretti, destina il 64% delle spese alla R&S e una parte significativa delle tecnologie sviluppate da startup e Pmi innovative deriva proprio dalla ricerca pubblica.

Eppure, (anche) la Francia fatica a trasformare le scoperte scientifiche in successi industriali e registra un calo della produzione farmaceutica e dei trial clinici. Tra il 2000 e il 2015 ha perso quasi il 20% dei propri siti di produzione farmaceutica e solo 48 dei 508 medicinali autorizzati in Europa tra il 2017 e il 2022 sono stati prodotti in Francia, a fronte dei 122 in Germania. E il paese è al quarto posto in Europa per gli studi clinici industriali, dietro Spagna, Germania e Regno Unito. In UK il tempo medio per l’inclusione del primo paziente è di 170 giorni mentre in Francia sale a 204 giorni.

Dati che, come osserva France Biotech, denunciano la difficoltà di trattenere in Francia il valore creato. Trasferimento tecnologico rallentato dalla burocrazia, accesso complesso ai dati sanitari, contrazione della capacità industriale e accesso ai finanziamenti sono alcuni fattori che frenano lo sviluppo delle innovazioni e ne limitano le ricadute in termini di occupazione, investimenti e benefici per i pazienti.

«La Francia dispone di una ricerca pubblica particolarmente dinamica, ma non beneficia ancora pienamente della creazione di valore legata allo sviluppo delle innovazioni. La nostra ambizione è accelerare questo sviluppo affinché vada a beneficio sia della nostra economia sia dei pazienti» spiega Frédéric Girard, presidente di France Biotech, evidenziando che per supportare la competitività è fondamentale fare di più per accompagnare le innovazioni in ogni fase del loro sviluppo, dalla ricerca fino all’industrializzazione e alla diffusione.

«Alla Francia non mancano né talenti, né imprenditori, né ricercatori. Ma deve trasformare meglio questa eccellenza scientifica in valore economico e industriale. È questa l’ambizione del Piano di accelerazione che proponiamo al dibattito pubblico».

Dare priorità alle innovazioni ad alto impatto e coinvolgere i cittadini

Per potenziare il trasferimento tecnologico, France Biotech considera prioritario orientare in modo più efficace i finanziamenti, concentrando le risorse sulle innovazioni che rispondono a bisogni di salute pubblica e dal maggiore potenziale clinico, economico e industriale, facendo leva sui settori di eccellenza del paese, tenendo conto però delle dinamiche del contesto globale e coinvolgendo la popolazione nella definizione delle priorità, attraverso consultazioni pubbliche coordinate dal Conseil Économique, Social et Environnemental.

Dalla ricerca all’impresa: le priorità per sbloccare il settore

La roadmap delineata dall’associazione punta innanzitutto a snellire il passaggio dalla ricerca di base a quella applicata. Come? Attraverso standardizzazione delle procedure di trasferimento tecnologico, promozione di competenze manageriali tra chi fa ricerca e maggiore sinergia tra strutture pubbliche e soggetti privati. Attualmente la fase di negoziazione tra gli Uffici di trasferimento tecnologico e le piccole e medie imprese richiede mediamente 11,5 mesi (erano circa 8 mesi nel 2020).

Un secondo asse di intervento riguarda il consolidamento delle imprese lungo l’intero percorso di crescita – misura ritenuta quanto mai opportuna considerando che il 41% delle aziende dichiara sofferenze di liquidità che frenano assunzioni e investimenti – e il potenziamento delle capacità di sviluppo e produzione sul territorio, così da rendere la Francia più attrattiva per le imprese che vogliono investire e avviare attività produttive.

A livello operativo, si raccomanda di chiarire e semplificare le funzioni della costellazione di incubatori e acceleratori d’impresa, distretti tecnologici e agenzie regionali che affiancano le startup, introducendo un unico percorso d’accompagnamento nazionale.

Per evitare che i ritardi nel reperire capitali blocchino i progetti di R&S, si propone di concentrare i fondi pubblici su priorità sanitarie strategiche, semplificare la burocrazia dei bandi di finanziamento e stimolare l’ingresso di capitali privati da parte di family office e grandi gruppi industriali. Focus anche sul venture capital: il piano sottolinea l’importanza di incentivare i grandi fondi esteri a stabilire propri team di gestione sul territorio nazionale, così da facilitare l’accesso delle startup ai grandi capitali internazionali.

Inoltre, dato che l’81% delle startup esternalizza le proprie attività di ricerca alle CRO (Contract Research Organization), France Biotech suggerisce di connettere meglio questa rete di circa 300 imprese specializzate nella gestione di studi clinici e preclinici, sostenere le sperimentazioni cliniche decentralizzate e promuovere a livello europeo il riconoscimento di tecnologie innovative (come organoidi e organi su chip) che velocizzano i test preclinici riducendo tempi e costi.

Per invertire, invece, il crollo della produzione farmaceutica nazionale, il piano punta a mappare i siti industriali, condividere laboratori e impianti produttivi tra pubblico e privato e riconoscere un incentivo economico nella negoziazione dei prezzi alle aziende che svolgono la produzione industriale, i trial clinici o la R&S sul territorio nazionale.

E, ancora, reclama l’urgenza di facilitare l’accesso alle banche dati sanitarie, indispensabile per addestrare algoritmi di intelligenza artificiale e validare la ricerca. Attualmente, l’associazione denuncia che l‘accesso ai dati tramite Health Data Hub richiede in media 18 mesi, un tempo che definisce incompatibile con l’autonomia finanziaria delle startup: propone allora di sbloccare la situazione avviando progetti pilota territoriali (sfruttando per esempio le banche dati degli ospedali universitari) per ridurre a meno di 3 mesi i tempi.

Semplificazione normativa e accesso all’innovazione

Il terzo pilastro affronta la tempestività dell’accesso per i pazienti alle terapie e alle tecnologie avanzate. France Biotech evidenzia la necessità di consultazioni preventive e integrate con le autorità regolatorie nazionali (l’Agence nationale de sécurité du médicament et des produits de santé, la Haute Autorité de Santé e il Comité économique des produits de santé) e chiede di spalancare le porte degli appalti pubblici all’innovazione locale, valorizzando il criterio “Made in France/Europe” nelle gare d’acquisto degli ospedali pubblici.

Un capitolo cruciale riguarda la semplificazione delle norme europee per le 1.300 startup del settore dei dispositivi medici e della diagnostica in vitro. France Biotech sollecita il Governo ad anticipare a livello nazionale i decreti di semplificazione dei regolamenti MDR e IVDR: attualmente, infatti, il 48% delle imprese impiega tra i 12 e i 24 mesi per ottenere il marchio CE, e il 45% deve attendere oltre 6 mesi solo per assicurarsi uno slot di verifica nell’agenda degli Organismi Notificati. Obiettivo: agevolare l’accesso al mercato.

E sempre sul fronte dell’accesso al mercato, France Biotech evidenzia il divario con i principali paesi europei con PIL pro capite comparabile. Tra i farmaci autorizzati dall’EMA tra il 2020 e il 2023, la Francia garantisce l’accesso soltanto al 59% dei trattamenti registrati a livello europeo, con un tempo medio di attesa di 597 giorni. Migliori le prestazioni dell’Italia, con l’83% dei farmaci resi accessibili ai pazienti e tempi medi di 439 giorni, che pure rimane a distanza dalla Germania (90% di copertura e 128 giorni di attesa). Analogamente all’Italia, anche oltralpe è aumentata la dipendenza da Paesi extra-UE per la fornitura di principi attivi (70-80% da India e Cina). Nel solo 2025, le importazioni farmaceutiche francesi dalla Cina e da Hong Kong sono raddoppiate (+131%), raggiungendo i 2,3 miliardi di euro.

Per gli attori del nostro ecosistema dell’innovazione, il piano transalpino offre spunti su cui confrontarsi per definire politiche industriali in grado di tutelare e rafforzare la nostra competitività e valorizzare l’eccellenza della nostra ricerca e le competenze distribuite lungo lo Stivale?

Leggi qui un’analisi dei due ecosistemi a confronto.

Keypoints

  • France Biotech propone 11 misure per accelerare il trasferimento della ricerca verso l’impresa e trasformare l’eccellenza scientifica francese in valore economico, industriale e clinico.
  • Il piano punta a ridurre i tempi del trasferimento tecnologico e a rafforzare finanziamenti, sviluppo industriale e capacità produttiva delle HealthTech.
  • France Biotech chiede di facilitare l’accesso ai dati sanitari: per i progetti che utilizzano l’Health Data Hub i tempi arrivano in media a 18 mesi, con l’obiettivo di scendere sotto i tre mesi per i progetti pilota.
  • Sul fronte regolatorio, il piano propone di anticipare l’attuazione delle semplificazioni del quadro europeo MDR e IVDR per agevolare l’accesso al mercato di dispositivi medici e diagnostici in vitro.
  • Il piano mette in evidenza anche i ritardi nell’accesso dei pazienti ai farmaci innovativi: tra il 2020 e il 2023 la Francia ha reso disponibili il 59% dei medicinali autorizzati dall’EMA, contro l’83% dell’Italia e il 90% della Germania.

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