Dal PNRR cinque milioni di euro per creare la più grande rete clinica multidisciplinare in Italia

Dal PNRR cinque milioni di euro per creare la più grande rete clinica multidisciplinare in Italia

di Mario Catalano
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Mario Catalano

Perché ne stiamo parlando
La rete nazionale includerà unità di terapia intensiva per adulti e neonatali, dipartimenti di malattie infettive e pediatriche, laboratori di microbiologia e immunologia e permetterà la progettazione di studi clinici multicentrici per valutazioni diagnostico-prognostiche.

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Condividere e monitorare marcatori clinici, immunologici e diagnostici in pazienti con infezioni gravi e sepsi. È l’obiettivo principale del progetto Severe Infections and Sepsis clinical Network (SIS-NET), che si è aggiudicato il bando a cascata su fondi PNRR-MUR– M4C2. Cinque milioni di euro per affrontare l’assenza di una rete in grado di identificare marcatori e monitorare infezioni gravi e sepsi causate da agenti patogeni acquisiti in comunità e in ospedale in individui di tutte le fasce d’età, compresi quelli nelle unità di terapia intensiva. «La mission è stabilire una rete nazionale che faciliti la condivisione delle risorse e lo scambio di dati per l’identificazione e il monitoraggio di infezioni gravi e sepsi da agenti patogeni acquisiti sia in comunità che in ospedale, in linea con gli obiettivi del programma di ricerca INF-ACT che ne rappresenta il progetto “madre”», spiega Giorgio Stassi, Direttore del Dipartimento dove afferisce il progetto. Quest’ultimo è coordinato dal Professore Antonino Giarratano e il gruppo di Anestesia e Rianimazione con i professori Maurizio Raineri e Andrea Cortegiani e la dottoressa Maria Chiara Ippolito.

Professore Antonino Giarratano

Quanto durerà e quali saranno le fasi del progetto?

«Il progetto durerà in tutto 18 mesi, e si compone di cinque fasi dette “work packages”, ognuna propedeutica alla successiva. Dopo la prima fase di creazione delle reti cliniche seguiranno le fasi in cui alcuni studi mireranno a identificare nuovi e potenti indicatori che, nel futuro, potranno monitorare, prevenire e indirizzare la risposta del sistema sanitario nazionale alle infezioni emergenti e alle pandemie».

Quali figure ne faranno parte?

«Ne fanno parte professori e ricercatori delle università e degli enti beneficiari, ed è prevista anche una fase di reclutamento di nuove risorse umane soprattutto nel campo delle professionalità deputate alla raccolta e analisi dei dati».

L’obiettivo principale sarà la creazione di una rete nazionale che faciliti la condivisione delle risorse e lo scambio di dati per l’identificazione e il monitoraggio di marcatori clinici, immunologici e diagnostici in pazienti con infezioni gravi e sepsi, e per la definizione di terapie target e personalizzate. Medicina di precisione e AI in che modo rivoluzioneranno la medicina del futuro?

«Intelligenza Artificiale e medicina di precisione sembrano oggi essere la promettente soluzione alla necessità di personalizzare metodiche diagnostiche e terapeutiche, basandosi sulle caratteristiche del singolo paziente o, meglio, delle singole “categorie” di pazienti. È acclarato che la risposta alle infezioni è dipendente da fattori genetici e immunologici e per questa ragione oltre lo studio degli agenti infettivi e multiresistenti, è necessario comprendere quali fattori condizionano, in che modo diventa “personale”, la risposta immunitaria che può rivelarsi in talune condizioni non protettiva ma aggressiva nei confronti degli organi (sepsi). Se la risposta è “personale”, appunto “personalizzata” dovrà essere il trattamento».

La rete nazionale rappresenterà la più grande rete clinica multidisciplinare in Italia, inclusiva delle aree di terapia intensiva, e l’unica con rappresentatività multidisciplinare che includa il Sud Italia, garantendo la raccolta tempestiva e capillare di dati epidemiologici e la clusterizzazione di sottoinsiemi di pazienti in base alle loro caratteristiche, ponendo le basi per miglioramenti terapeutici. Quali?

«Sarà possibile, speriamo, rispondere a questa domanda al termine del progetto. Considerati i tempi brevi dello stesso, auspichiamo di poter dare, se non risposte “certe”, indicazioni chiare sul percorso che la ricerca deve seguire. Il progetto infatti comporterà l’analisi dei dati raccolti ed esplorerà le associazioni tra marcatori diagnostici clinici, indicatori immunologici, gravità della malattia ed esiti. Ciò potrà portare allo sviluppo di protocolli terapeutici personalizzati basati su profili clinici».

La progettualità è stata sviluppata con il contributo determinante di giovani ricercatrici e ricercatori. Dal 2013 al 2021 i laureati in uscita dal nostro Paese sono aumentati quasi del 42%. I ricercatori italiani sono al secondo posto tra i più premiati dal Consiglio Europeo della Ricerca (ERC) ma realizzano i loro progetti soprattutto all’estero. A fotografare la situazione è il nuovo Libro Bianco sulle Scienze della Vita in Italia (The European House – Ambrosetti). In che modo evitare l’emorragia dei cervelli italiani?

«Sicuramente valorizzandone le competenze e mettendo loro a disposizione opportunità per lavorare anche in Italia in contesti stimolanti e competitivi. Tuttavia, l’argine all’emigrazione deve passare anche e soprattutto attraverso garanzie di tipo contrattuale ed economico, allineata con quello che si vede a livello internazionale, e che invece è spesso difficile offrire in Italia soprattutto nei primi anni di carriera nell’ambito della ricerca scientifica».

Grazie al progetto, che vede coinvolti diciassette beneficiari tra università e Società Scientifiche Italiane, sarà creata la più grande rete clinica multidisciplinare in Italia, inclusiva delle aree di terapia intensiva, e l’unica con rappresentatività multidisciplinare che includa il Sud Italia, garantendo la raccolta tempestiva e capillare di dati epidemiologici e la clusterizzazione di sottoinsiemi di pazienti in base alle loro caratteristiche, ponendo le basi per miglioramenti terapeutici.

Keypoints

  • Finanziati cinque milioni di euro al progetto SIS-NET
  • Lo scopo è creare una rete per condividere e monitorare marcatori clinici, immunologici e diagnostici in pazienti con infezioni gravi e sepsi
  • Diciassette i beneficiari tra università e Società Scientifiche Italiane
  • Il progetto è coordinato dal professore Antonino Giarratano
  • La rete nazionale proposta rappresenterà la più grande rete clinica multidisciplinare in Italia
  • L’unica con rappresentatività multidisciplinare che includa il Sud Italia

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