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Insieme alle regioni del Baden-Württemberg (Germania), della Catalogna (Spagna) e dell’Île de France, la Lombardia è l’area più sviluppata in Europa nel Life Science. La sua filiera nel 2022 ha registrato un valore aggiunto diretto di 29,9 miliardi di euro, che con l’indotto arriva a 56,7 miliardi euro, il 12,7% del Pil regionale e il 2,5% del Pil italiano.
È uno dei dati emersi dal “Rapporto sulla filiera Life Science in Lombardia” del Centro Studi di Assolombarda in collaborazione con il Cluster lombardo scienze della vita, presentato presso la sede di Assolombarda a Milano,nel corso della settima edizione del Milano Life Science Forum 2024.
Il rapporto ha sommato il valore economico generato da circa 2mila aziende lombarde che comprendono l’industria (produzione di intermedi e principi attivi farmaceutici, di farmaci, dispositivi medici, gas a uso medico e servizi di ricerca biotech), il commercio all’ingrosso e al dettaglio (di prodotti farmaceutici, dispositivi medici e articoli sanitari) e l’erogazione di servizi sanitari pubblici e privati.
Il bene che produce la filiera del Life science è la salute
Si tratta di una filiera che risponde al bisogno di salute della popolazione, contribuisce alla sfida della longevity economy, favorisce la competitività del sistema economico. Al suo interno, emerge la rilevanza strategica dei servizi sanitari e socio-assistenziali (sono oltre 3.500 le strutture sanitarie pubbliche e private in Lombardia), che rappresentano il 54% del valore aggiunto (circa 16,18 miliardi di euro) e il 35% del valore della produzione dell’intera filiera lombarda.
«Tutto questo porta a dati di eccellenza» ha commentato Gabriele Pelissero, Presidente Cluster lombardo delle scienze della vita. «Grazie a questa filiera abbiamo condizioni di salute in Lombardia che sono al top nel mondo: il 71,6% dei lombardi è in buona salute (1,4 punti in più sull’Italia), così come il 50,9% dei cittadini cronici (+6,2 punti rispetto all’Italia)».
I dati della Lombardia sono stati confrontati con quelli dell’Italia e di alcune nazioni europee target (Danimarca, Finlandia, Francia, Germania Norvegia Olanda Portogallo e Svezia) dall’assessore al welfare di Regione Lombardia Guido Bertolaso. «L’aspettativa di vita della popolazione lombarda è di 83,2 anni, superiore a quelle di tutti gli altri paesi target, mentre il tasso di mortalità registrato nel 2022 è inferiore alla media degli stessi paesi (10 per 1.000 abitanti contro una media di 10,5). Inoltre, elemento che non sempre viene sottolineato, la spesa sanitaria procapite lombarda è inferiore a quella delle altre regioni».
«Questo è un modello per l’intero sistema, – spiega il Vicepresidente di Assolombarda alle Life Science Sergio Dompé –merito dell’asse pubblico-privato ma anche della sinergia tra università, ospedalità e imprese. Per continuare su questa strada occorre aumentare gli investimenti e traguardare la digitalizzazione del sistema».

La sfida dell’innovazione per migliorare la salute di tutti
Il modello lombardo, che si basa su una forte collaborazione tra pubblico e privato, fa scuola. Ma ci sono anche tante sfide da affrontare: il mutamento demografico, i nuovi bisogni del cittadino verso una medicina di precisione, le patologie emergenti dal cambiamento climatico, la carenza di personale sanitario e la fuga all’estero dei nostri professionisti. E la sfida dell’innovazione.
«Stiamo facendo un percorso per la creazione di uno “Spazio europeo per i dati sanitari”, che permetterà la mobilità delle persone, la creazione di un mercato unico per le cartelle elettroniche e l’utilizzo dei dati sanitari nelle attività di ricerca e innovazione» ha spiegato Alessandra Gelera, coordinatrice della Filiera Life Sciences di Assolombarda. I dati sanitari clinici potranno arrivare anche dai dispositivi connessi e dalle App e ci sarà un uso sempre più importante dell’intelligenza artificiale e dei digital twin.
Ma il percorso è lungo. «Oggi in Lombardia ci sono 1.200 pazienti gestiti in modo completamente digitalizzato» ha spiegato Giovanni Delgrossi, Dirigente Unità Organizzativa Sistemi Informativi e Sanità Digitale di Regione Lombardia. «È un inizio, ma pensate cosa significa conoscere in tempo reale la diagnosi del paziente, la sua diagnostica per immagini, tutti i farmaci prescritti e utilizzati: un patrimonio informativo enorme».
Di come l’innovazione biotecnologica sia stata elevata da settore importante a strategico ha parlato Pierluigi Paracchi, componente del Consiglio di presidenza di Federchimica Assobiotec e cofondatore di Genenta Science: «La riprova è quello che sta avvenendo negli Stati Uniti, dove la National Security Commission on Emerging Biotecnology, nata nel 2022, è sotto il dipartimento della difesa e non della salute. Il primo investimento in Moderna (10 milioni), la ex startup che ha sviluppato il vaccino, è arrivato dalla Darpa, loro agenzia della difesa, ben prima della pandemia».


