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La malnutrizione è una delle complicanze più trascurate nei pazienti affetti da Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali (MICI), ma oggi, alla Camera dei Deputati, un importante passo avanti è stato compiuto. Su iniziativa dell’On. Loizzo, Presidente dell’Intergruppo Parlamentare per le MICI, è stato presentato il documento elaborato dalle Società Scientifiche IG-IBD, SINuC e SINPE. Il “Progetto Ponte” propone un modello innovativo per la presa in carico nutrizionale del paziente con MICI affetto da malnutrizione, accompagnato da un’analisi dell’impatto economico della malnutrizione in questi pazienti.
Malnutrizione nei pazienti con MICI: un problema sottostimato
Secondo recenti studi (Massironi et al., 2023), circa un terzo dei pazienti affetti da MICI sviluppa malnutrizione, una condizione spesso trascurata per l’assenza di strumenti standardizzati di valutazione e percorsi strutturati di gestione nutrizionale. Da questa esigenza nasce il documento, redatto seguendo la metodologia del Lean Management, che punta a integrare lo screening nutrizionale nei percorsi clinici e a proporre un approccio personalizzato in base alla gravità della malnutrizione.
«Introdurre lo screening nutrizionale in modo sistematico e definire percorsi assistenziali graduati, in base alla gravità della malnutrizione e al profilo clinico del paziente – spiega la Dott.ssa Antonella Lezo, Presidente SINPE – significa rendere la presa in carico nutrizionale una componente reale e misurabile della cura. È un passo necessario per migliorare gli outcomes, ridurre le disuguaglianze territoriali e valorizzare finalmente la nutrizione come parte integrante della cura».
Le proposte delle Società Scientifiche per una gestione efficace
Il documento propone interventi concreti per migliorare la presa in carico nutrizionale. In primo luogo, l’aumento dei posti in specializzazione in “scienze dell’alimentazione – nutrizione clinica” per rafforzare le IBD Unit; in secondo luogo, l’introduzione obbligatoria di corsi di nutrizione clinica nei corsi di laurea in Medicina e nelle scuole di specializzazione in gastroenterologia;
la digitalizzazione delle cartelle cliniche con inserimento obbligatorio dello screening tramite tool validati (MUST); inclusione della terapia dietetica e nutrizionale nel nomenclatore delle prestazioni ambulatoriali rimborsabili dal SSN; infine, l’istituzione di un fondo per la distribuzione gratuita degli ONS (terapia nutrizionale orale), semplificando le modalità di erogazione – ad esempio, tramite farmacie territoriali.
«Il lavoro intersocietario è stato molto intenso e produttivo e ha consentito di analizzare il problema della presa in carico metabolico-nutrizionale dei pazienti con MICI con diverse angolazioni, nel tentativo, ritengo riuscito, di intercettate le diverse dinamiche che determinano la ancora scarsa e insufficiente consapevolezza dei bisogni nutrizionali di questi malati. – sottolinea il Prof. Maurizio Muscaritoli, Presidente SINuC.
Tra queste, la non ottimale formazione in ambito nutrizionale sia nei corsi di laurea che nelle scuole di specializzazione medica, che riguarda non solo i soggetti affetti da patologie gastrointestinali, è stata chiaramente individuata come una delle cause, certamente correggibili attraverso l’implementazione di percorsi formativi adeguati. Le Società Scientifiche, insieme alle associazioni pazienti, devono continuare a promuovere la conoscenza e a spingere per riforme formative concrete».
L’impatto economico della malnutrizione: +59,9% di costi per il SSN
Il documento è affiancato da una Cost Consequence Analysis, realizzata dal Prof. Paolo Sciattella (Università di Roma Tor Vergata), che quantifica il costo della malnutrizione nei pazienti con MICI. Il risultato è allarmante: la spesa media per paziente malnutrito supera i 10.800 euro, contro i 6.800 dei pazienti ben nutriti, con un incremento di circa il 60%. Solo nel 2018, i 2.000 pazienti ospedalizzati con diagnosi di malnutrizione hanno generato una spesa di oltre 9 milioni di euro per il Servizio Sanitario Nazionale.
Per questo è urgente garantire su tutto il territorio nazionale l’erogazione gratuita degli AFMS (Alimenti a Fini Medici Speciali) per questi pazienti.
A sottolineare l’importanza dell’approccio nutrizionale anche dal punto di vista dei pazienti è Vincenzo Florio, presidente dell’associazione pazienti M.I.Cro Italia ODV: «La nutrizione non è solo una questione di benessere fisico, ma rappresenta un elemento fondamentale per il controllo delle infiammazioni e il miglioramento della qualità della vita per chi soffre di MICI. È essenziale che i pazienti non si sentano soli nel loro percorso, ma che possano contare su un supporto che integri le competenze mediche con una consapevolezza nutrizionale a 360 gradi».
Il “Progetto Ponte” è stato realizzato con il supporto di Lionhealth Società Benefit, una startup innovativa che opera nel settore della nutrizione medica.


